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Abbandonarsi a se stessi

Ci concentriamo ORA su un Argomento che è già stato esposto molte Volte, e che tuttavia non viene mai compreso fino in Fondo: l’Abbandono alla Vita.
Abbiamo già detto che l’unico Modo saggio di vivere è quello di abbandonarsi.
Abbandonarsi presuppone però il capire a chi e a che cosa ci stiamo abbandonando.
Quando diciamo alla Vita, c’è chi identifica la Vita con Dio, chi con l’Evoluzione.
ORA facciamo il Punto su questi Concetti: la Vita, Dio, l’Evoluzione, Noi.
Noi siamo Dio, la Vita, l’Evoluzione, quindi abbandonarci alla Vita vuol dire sostanzialmente abbandonarci a noi stessi, alla Parte più alta che è in noi.
Una prima Riflessione che dobbiamo fare riguarda quanta Possibilità abbiamo noi di controllare la Vita.
Se siamo razionali, onesti, aderenti alla Realtà dobbiamo risponderci: pochissime Possibilità, per non dire Nessuna.
Allora dobbiamo invertire l’Affermazione: non dire “Io posso controllare la Vita”, ma “è la Vita che controlla me”.
E qui torniamo a ragionare sulla Vita come Parte di noi, la Parte superiore di noi, la Parte che aderisce alle Forze cosmiche senza le Limitazioni del Tempo né della Tridimensionalità terrena, e quindi senza gli Ostacoli che derivano dal non saper prevedere o ipotizzare il Futuro.
Il Futuro possiamo pensarlo, ipotizzarlo, programmarlo, ma Nessuno ci può dare la Certezza che tutto avvenga in base alla nostra Programmazione.
Ciò perché la Parte mentale, la Parte razionale di noi non possiede questo Parametro in Forma attivata, e quindi non è a Conoscenza dell’Imponderabile, del Caso, dell’Imprevisto.
Quando vogliamo abbandonarci è perché non abbiamo Soluzioni.
La Voglia di abbandonarci alla Vita ci viene sempre quando non abbiamo Soluzioni, quando abbiamo le Spalle al Muro, quando tutto il nostro fare, ipotizzare, gestire, programmare ha raggiunto un Muro e non riesce ad andare Oltre.
Allora scatta la Voglia di abbandonarsi alla Vita.
Col Tempo dobbiamo imparare che non è il Caso di arrivare con le Spalle al Muro per abbandonarci, ma che possiamo farlo ogniqualvolta dobbiamo fare una Scelta o quando ci assale il Dubbio se Qualcosa sia giusto o sbagliato.
Abbandono alla Vita vuol dire mettersi nella Condizione ideale per lasciar agire la nostra Parte superiore, la Parte divina di noi, e attraverso di essa agire essendo in Grado di capire e percepire le Soluzioni.
Molte Volte ci fermiamo davanti agli Eventi che la Vita ci porge (che noi abbiamo attirato) perché siamo disorientati e impauriti.
Il primo Impulso è quello di voler capire mentalmente e gestire il Tutto con la nostra Programmazione.
Quando però ci siamo resi conto che i Limiti del nostro agire e programmare sono insormontabili perché manca la Capacità di prevedere, allora ci dobbiamo abbandonare.
Se ci abbandoniamo subito il nostro Percorso diventa più agevole, semplice, scorrevole, perché abbiamo la Consapevolezza che non ci stiamo abbandonando a Qualcosa di astratto, ad un Dio lontano che può non avere Interesse per noi, che può essere distratto da altre Cose, da altre Situazioni: non ci abbandoniamo all’Evoluzione che può non tener conto di noi e andare avanti per la sua Strada, non ci abbandoniamo alla Vita che molte volte definiamo Matrigna, ma ci abbandoniamo a noi stessi, alla Parte superiore di noi che è Dio, Vita, Evoluzione.
Queste tre Forze, che sono un’unica Forza, hanno chiaramente Tutto l’interesse ad usarci per far andare meglio la Vita, per portare l’Umanità al Progresso e soprattutto per insegnarci quello che ci serve per vibrare in Armonia con la Forza superiore che è in noi.
Raggiunta quest’Armonia, il Percorso diventa facile, le Situazioni problematiche hanno subito una Soluzione e non siamo più noi a doverla cercare, ma arriva da sé.
Arrivare all’Abbandono vuol dire essere approdati dove la Vita voleva condurci, dove noi volevamo arrivare quando abbiamo deciso di scendere su questa Terra.
Non siamo scesi in Terra per fare delle Esperienze fini a se stesse, per ottenere dei Risultati puramente materiali, ma siamo scesi in Terra per capire i Meccanismi che ci animano, di cui siamo permeati, per renderci conto di essere quella Forza superiore e quindi, nel Momento in cui abbiamo capito di dover vivere attivamente e non passivamente questa Forza, l’Abbandono scatta naturale.
Non ci abbandoniamo quindi a Situazioni esterne a noi, ma alla Parte superiore di noi che è quella che ci guida, che sa perché siamo su questa Terra, quella Parte che ci spiana la Strada affinché il nostro Compito, i nostri Talenti siano messi a Frutto.
Tutto ciò perché l’Evoluzione non può permettersi di non usare ciascuno di noi: ci deve usare tutti perché l’Evoluzione dell’Umanità è un Fatto individuale che diventa collettivo; quindi non esiste un’Evoluzione astratta, ma un’Evoluzione che si fa Carico di ogni Cellula presente su questa Terra e, costringendola all’Evoluzione, crea l’Evoluzione di tutta la Specie umana e del Pianeta Terra nella sua Totalità.

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