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Autoguarigione 5

 

Pensare di Autoguarirsi deve diventare la Regola per l’Umanità del Terzo Millennio.
Quando abbiamo in Noi la Convinzione di Essere Corpo, Anima e Spirito in Unità con il Cosmo Tutto, dobbiamo anche capire che Ogni Problema che ci si presenta contiene in Sé la Risoluzione.
Quindi anche la Risoluzione della Malattia, che è sempre stata demandata all’Esterno (ai medici, alle medicine…), deve diventare per l’Umanità del Terzo Millennio – aiutata dalla Nuova Energia così potente, così creatrice – la Regola.
Al Sopravvenire della Malattia il Primo Pensiero deve essere quello di chiedersi che Cosa essa ci stia segnalando, Quale Aspetto della Vita dobbiamo rendere armonico; dopodiché dobbiamo capire che in Ognuno di Noi ci sono Tutti gli Strumenti necessari al superamento del Problema.
Ciò non esclude la Possibilità di Aiuti o Supporti Esterni, i quali verranno attirati da Chi ha capito che Prima di Tutto deve far Capo a Se Stesso.
Anche qui però bisogna tener Conto di quegli Stessi Confini Sottili che possono rendere la Vita Costruttiva o Distruttiva.
Nel Caso della Malattia l’Essere Umano, trovandosi Privo di Forze e frastornato perché non più del Tutto Padrone del Proprio Corpo, della Propria Vitalità Fisica, cade facilmente in Preda a Confusioni.
A questo Punto l’Individuo ha Due Possibilità.
La Prima è quella di capire che Queste Confusioni gli stanno segnalando Qualcosa che è in Grado di affrontare, per cui si mette con Grande Determinazione nella Condizione di Attivare le Risorse Giuste per superare la Malattia.
Tali Risorse, che saranno Prima di Tutto Interiori, a loro volta attireranno le Situazioni Esterne Funzionali alla Guarigione (medici, medicine, ecc.).
Quando invece l’Individuo, in Preda a queste Confusioni dovute allo Stato di Salute Alterato, si lascia andare e comincia a pensare di Non avere Scampo, ritiene – proprio perché debole – di non poter fare Nulla e quindi si mette in una Condizione di Passività, attendendo dall’Esterno una Soluzione che non potrà arrivare, proprio perché l’Essere Umano è privo della Giusta Forza per attirarla.
Anche se stiamo parlando di Confini veramente Sottilissimi, dobbiamo tenere Presente che per Prima Cosa è necessario non perdersi d’Animo, tollerando la Confusione che si crea, accettando che il Fisico non risponda a ciò che vorremmo e capendo che non si tratta di una Punizione, ma Semplicemente di un Percorso di Vita che ci sta Insegnando Qualcosa.
Se prima imparavamo in Perfetta Forma, ORA dobbiamo imparare con una Forma Ridotta, Carente.
Una Volta accettato Questo, dobbiamo anche avere la Forza di non drammatizzare questa Condizione, e di viverla come Provvisoria.
Se accettiamo la Malattia come Definitiva Essa diviene tale, perché non possiamo smentirci da Soli.
Se accettiamo la Malattia come un Peggioramento Progressivo della Nostra Condizione, non potrà essere diversamente.
Se, viceversa, la accettiamo fino in fondo come un’Esperienza di Vita, la sapremo gestire e possiamo perfino Arrivare a Guarire.
Se non si tratta della Malattia che ci deve portare in un’Altra Dimensione, ma semplicemente di un’Esperienza che deve insegnarci qualcosa, farci capire qualcosa, avremo a che fare con un Processo Assolutamente Reversibile.
La Guarigione avverrà quando avremo capito, quando avremo messo in Pratica l’Insegnamento che la Malattia ci sta porgendo.
Non disperare quindi, non abbattersi, ma accettare con Grande Umiltà ciò che viene chiedendo alla Vita – con Tutte le Forze rimaste – di Essere Chiara, di indicarci dove dobbiamo andare, di porgerci le Soluzioni Giuste, ma soprattutto di Non farci Perdere l’Amore per la Vita, che dobbiamo mantenere anche nella Malattia e che in Realtà non è Altro che Amore per Noi Stessi.

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