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Chiudiamoci in Noi Stessi – meditazione

Facciamo il Gesto di entrare in un Involucro chiuso a Chiave.
Noi siamo lì dentro: Nulla ci stringe e c’è Aria a sufficienza, ci possiamo anche muovere ma siamo chiusi.
Non possiamo vedere Nulla: non c’è Panorama, non ci sono Esseri Umani.
Chiusi nell’Involucro, siamo soli con Noi Stessi.
È un Involucro trasparente ma non vediamo Nulla.
È un’Immagine inquietante questa: Noi immersi nel Nulla, chiusi, senza Punti di Riferimento.
Non stiamo bene: Non siamo angosciati ma neppure sereni.
Immersi nel Nulla Noi vaghiamo, fluttuiamo: un po’ qua, un po’ là.. sempre avvolti nell’Involucro.
Non possiamo scegliere una Direzione perché Non sappiamo dove andare.
Non possiamo fermarci perché attorno a Noi Non ci sono Luoghi né Riferimenti: non c’è Nulla.
Cessa persino la Curiosità di capire dove siamo, che Cosa siamo, che Cosa stiamo facendo.
Il Nulla invade anche la Nostra Mente.
È uno Stato innaturale per l’Essere Umano, e soprattutto per la Nostra Mente che ha bisogno di Punti di Riferimento e di Comprensione.
Decidiamo allora di concentrarci su di Noi: abbiamo almeno Qualcosa di concreto su cui contare.
Avvolti in Questo Involucro, iniziamo a scoprirci:
che Siamo un Corpo Umano lo sapevamo.
Che Siamo un Corpo Umano pensante lo sapevamo.
Che siamo un Corpo Umano che può provare delle Sensazioni e delle Emozioni lo sapevamo.
Che Cosa quindi dobbiamo scoprire di Noi che ancora Non sappiamo?
Dobbiamo scoprire che Questo Essere Soli nel Nulla Non ci è congeniale.
Dobbiamo scoprire che se ci mancano i Riferimenti Esterni Noi siamo veramente in Balia del Nulla e il Nulla ci destabilizza.
Come possiamo fare per aprire Questo Involucro?
Secondo Pensiero: una Volta aperto l’Involucro, che Cosa faccio nel Nulla?
Anche con la Libertà di muovermi, che Cosa posso fare nel Nulla?
A questo Punto mi chiedo che Cosa sia il Nulla.
Entro in Me, mi faccio Questa Domanda ed attendo con Serenità la Risposta.
Il Nulla Non esiste, perché Noi facciamo Parte del Tutto ed anche il Nulla è il Tutto.
Noi, facendo parte del Tutto, possiamo accedere a Tutto, ma in che Modo?
Affiora in Noi una Parola: Consapevolezza.
Io Sono consapevole di Essere un Essere Umano.
Sono consapevole di Essere in Quello che io definisco Nulla.
Ma, sapendo che il Nulla Non esiste, inizio a guardarmi attorno in Modo Consapevole.
Ecco allora comparire altri Esseri Umani, altri Percorsi di Vita che prima non vedevo, altre Situazioni che giungono a Me intanto che la Mia Mente è nuovamente in Funzione.
Non sono più un’Entità separata, unica, ma Sono inserita in un Tutto e, attraverso Questo Tutto, posso vivere e fare Esperienze che mi permettono di conoscermi meglio.
Inizio allora a passeggiare e – consapevolmente – creo il Mio Spazio, il Mio Habitat, creo attorno a Me ciò che mi serve.
Non esistono due Creazioni uguali, ma Ognuno ha Ciò che vuole avere: la Creazione che più si adatta a Quel Momento, a Quel bisogno, a Quella Necessità.
In Questo mio Creare sento anche il Desiderio di creare dei Rapporti Umani, delle Conoscenze, delle Amicizie.
Sento la Necessità di Incontri veri e creo anche quelli.
Ora devo avere la Capacità di sdoppiarmi.
Ho creato Questo Posto con Questi Esseri Umani attorno a me e inizio ad interagire con Loro, ma la Mia Parte Superiore sta osservando, è Fuori da Me.
Ci sono come due Io che in Questo Momento convivono: da un Lato la Parte più logica e razionale che vuole gestire le Situazioni, le Emozioni, i Sentimenti, e dall’Altro la Parte più libera, più aderente al Divino, che osserva.
Qui si verifica un Fenomeno strano: Non sempre Quello che abbiamo creato ci soddisfa, Non sempre riusciamo a dare agli Altri Esseri Umani o agli Eventi la giusta Valenza.
Allora ci viene Voglia di scappare, di abbandonare Tutto, di ritirarci in Solitudine.
C’è però una Forza molto determinata, molto decisa che ci impedisce Questa Fuga: è la Forza della Consapevolezza, la Forza che ci dice che abbiamo Necessità di Esperienze, e che soltanto attraverso le Esperienze possiamo raggiungere un Rapporto armonioso con Noi Stessi e, soprattutto, possiamo raggiungere l’Armonia.
La Parte Superiore di Noi, quella che ci sta osservando, impedisce questa Fuga costringendoci a stare dove Siamo.
A Volte, per farci contenti, cambia le Persone o lo Scenario, ma non può cambiare la Base di Ciò che abbiamo creato.
Noi, creando un Determinato Scenario o attirando nella Nostra Vita certi Esseri (con il solo Scopo di farci accettare, ammirare, di renderci importanti perché Loro ci vedono tali), abbiamo dato un’Impronta a Ciò che abbiamo creato; la Vita può cambiare gli Attori e i Luoghi, ma l’Impronta possiamo cambiarla solamente Noi.
Adesso la Nostra Parte Mentale è stanca, delusa: così come Non era contenta quando era Sola, non è contenta ORA che ha creato Qualcosa attorno a Sé; quindi si affloscia, alza le Braccia e si arrende.
A Questo Punto interviene la Nostra Parte Superiore che ci soccorre, ci solleva e ci fa capire quanto possiamo star bene con Noi Stessi e con gli Altri se solo ci abbandoniamo ad Essa.
Nell’Abbandono Tutte le Nostre Risorse rimangono intatte.
Nell’Abbandono Noi permettiamo alla Vita di usarci.
Nell’Abbandono Non sprechiamo Energie ma le usiamo per attirare Solo Ciò che è confacente a Noi Stessi.
Abbiamo aperto il Nostro Involucro e Non troviamo neppure più la Chiave: abbiamo fatto un’Esperienza socializzando con Altri, creando il Nostro Habitat; ci siamo stancati, depressi e poi abbandonati alla Vita.
Ora Non ci rimane da fare che una Cosa: essere consapevoli di Noi come Esseri Divini che hanno fatto un Lungo Percorso per ritrovare in Sé questa Consapevolezza.
Come Esseri Divini la Vita viene vissuta in Modo diverso e diventa facile.
Come Esseri Divini l’Unico Scopo che abbiamo chiaro è quello di raggiungere l’Armonia attraverso i Mezzi che Noi Stessi attiriamo e che la Vita ci aiuta a gestire.
È una Consapevolezza semplice Questa, ma profondissima.
Dobbiamo esserne convinti Fino in Fondo, poiché soltanto così la Nostra Mente potrà assecondarci e Non deviarci da Quello che deve essere il Nostro Percorso Terreno.
Solo con Questa Consapevolezza possiamo agire e reagire al Meglio a Tutti gli Eventi della Vita.
Uniamoci mentalmente in un Cerchio, diamoci la Mano e facciamo un Girotondo: siamo Tantissimi, una Moltitudine di Esseri che hanno voglia di girare attorno agli Eventi della Vita senza lasciarsi scalfire, senza farsi abbattere.
Facciamo un Girotondo gioioso, allegro.
Percepiamoci come Persone Consapevoli, che hanno capito.
Il Campo Energetico che si sviluppa da Questo Girotondo è molto forte, corposo, e gira vorticando.
In Questo Vortice immettiamo la Nostra Energia e traiamo ciò che ci serve.
È un Girotondo d’Amore, allegro, potente, fluente, che ci fa girare la Testa.
Va bene così.
La Testa può girare ma il Nostro Interno è solido, concreto, compatto e soprattutto aderente a Ciò che Siamo.
Viviamo così, con Gioia, Allegria, Consapevolezza ogni Attimo della Vita.
Non rifiutiamo Nulla di ciò che la Vita ci dà: Tutto ci serve.
Cerchiamo di capire in fretta l’Insegnamento, perché soltanto così potremo avanzare.
Respiriamo profondamente e lasciamo entrare in Noi Questi Concetti senza razionalizzarli.
Sono in Noi, sono Vibrazioni che toccano le Nostre Corde più Profonde, smuovono i Nostri Principi, le Nostre Scelte, le Nostre Certezze.
Lasciamo che agiscano.
Non meravigliamoci se poi il Nostro Modo di agire sarà diverso.
È proprio Questa Consapevolezza che muove Ogni Nostro Gesto, che ci fa dare Risposte che a Noi sembrano strane, fuori dall’Ordinario rispetto a come Siamo abituati a percepirci.
Sono Concetti che hanno fatto Breccia in Noi e ci fanno sentire Fino in Fondo un Microcosmo nel Macrocosmo.

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