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Dal Capire al “Sentire”

 

Come possiamo fare per Accelerare il Passaggio dal Capire al “Sentire”?
Innanzitutto dobbiamo comprendere Bene la Differenza tra i Due Processi.
Abbiamo già detto che Capire è un’Attitudine della Mente: Noi capiamo attraverso il Pensiero, con la Mente, vale a dire con la Parte più Tangibile di Noi in Senso Materiale.
Il Capire è estremamente Influenzato dalla Personalità, dai Condizionamenti, da Tutto Ciò che Attorno a Noi viene ritenuto giusto o ingiusto.
Nel Capire noi immettiamo i Condizionamenti che sono dati da Questa Massa di Informazioni che abbiamo Attorno, a cui attingiamo continuamente.
Il “Sentire” è un’Altra Cosa.
Noi “Sentiamo” interiormente, istintivamente, se una Cosa è Giusta o Meno per Noi, e il “Sentire” non risente di Nessun Condizionamento, perché è Espressione dell’Energia, del Nostro Istinto, e quindi della Frequenza più Alta che possiamo vivere.
Capire presuppone che abbiamo fatto Nostra una Certa Informazione, la quale deve poi essere verificata, se non ci vogliamo fermare a dare per Certo quello che viene dall’Esterno.
Questo è il Processo del Capire: abbiamo Bisogno di informarci e di ragionare per poi accettare o Meno l’Informazione.
Per passare al “Sentire” abbiamo Bisogno di Ascoltare la Reazione, la Vibrazione che l’Informazione suscita in Noi Interiormente.
Quello che abbiamo saputo, l’Informazione che ci è arrivata è Giusta per Noi? La capiamo, e soprattutto la “Sentiamo” Nostra?
Se è così, possiamo continuare ad assumere Altre Informazioni sulla Stessa Linea.
Se invece qualcosa nella Nostra Interiorità stride, se c’è un Disagio o un Dubbio, se si affacciano Altre Ipotesi oltre a Quella che abbiamo preso in Considerazione, allora vuol dire che il Nostro “Sentire” entra in Contrasto con Ciò che abbiamo capito, e quindi dobbiamo percorrere una Diversa Strada.
Per fare più in Fretta, affinché il “Sentire” diventi veramente la Base del Nostro Vivere e non sia Soffocato dal Capire, a cui diamo sempre troppo Spazio, dobbiamo immettere nel Processo la Vibrazione dell’Umiltà.
L’Umiltà è una Vibrazione Potente, che comprende molte Altre Vibrazioni e che ci fa vivere benissimo, perché per Mezzo di Essa noi possiamo raggiungere la Leggerezza data dalla Relatività, e quindi dare al Nostro Percorso Terreno una Diversa Impronta.
Con l’Umiltà Noi non siamo più Sicuri di Nulla: anche quando abbiamo Capito un Concetto, non lo diamo più come Assoluto perché, sentendoci Parte dell’Universo e quindi non più permeati dal Solo Raziocinio, ma Animati da Sensazioni ed Emozioni, e soprattutto attenti a percepire le Nostre Vibrazioni, lasciamo che Ciò che abbiamo Compreso venga permeato da Ciò che abbiamo “Sentito”, e quindi nel Nostro Ragionamento, nel Voler Capire teniamo Conto del “Sentire”.
Pian piano Questo Modo di gestirci diventa Automatico: non abbiamo più la Sicurezza Assoluta di Ciò che abbiamo capito, ma dobbiamo verificare se anche il “Sentire” è in Accordo con Ciò che abbiamo Capito.
La Non Corrispondenza con il “Sentire” si manifesta attraverso il Disagio: abbiamo un Disagio Interiore che spesso non sappiamo a che Cosa attribuire.
Il Disagio va attribuito proprio alla Discordanza che c’è fra il Nostro Capire ed il Nostro “Sentire”: fra il ritenere Giusta una Cosa perché accettata da molti Altri – o perché Consona alla Società – ed il tenere invece in Considerazione il Nostro Istinto che ci segnala come Quella Cosa, Giusta per Molti, non lo sia per Noi.
Dobbiamo sempre tener Presente che non Tutti sono sulla Terra per fare le Stesse Esperienze, ma Ognuno deve armonizzare le Proprie Disarmonie e Ciò può avvenire solo se diamo le Giuste Risposte alle Sollecitazioni del Nostro Istinto.
È così molto Chiaro che fra l’Istinto e la Mente dobbiamo sempre Privilegiare i Suggerimenti dell’Istinto.
Parliamo ORA del Capire e del “Sentire” a Livello Personale.
L’Esposizione Precedente riguardava soprattutto Eventi relativi alla Collettività, Eventi non strettamente Personali, su cui siamo chiamati a ragionare.
Trattiamo invece dell’Evento che ci tocca da Vicino, che coinvolge i Nostri più Intimi Sentimenti, che ci è molto Prossimo nella Quotidianità.
Si può trattare degli Eventi più svariati, che richiedono una Grande Attenzione nell’analizzare il Nostro Modo di Reagire.
Quando il Nostro Comportamento è perfetto, logico, in Sintonia con Quello che Altri si aspettano da Noi, con Quello che è “Giusto” fare perché la Società richiede Proprio Quel Comportamento, noi dovremmo essere in Pace.
Se però Non siamo in Pace, ma siamo agitati, confusi, ansiosi, significa che dobbiamo fare Qualcosa in Più.
Fare Qualcosa in più vuol dire mettersi in Ascolto del Proprio “sentire”.
Non sempre è facile seguire Ciò che si “sente” Giusto, perché sovente la Paura di sbagliare o di contravvenire alle Regole della Società e, ancor di più, scontentare chi ci è vicino Frena il Nostro Agire, lo confonde, lo devia, e così la Spinta, che veniva forte e chiara dal Nostro “Sentire” si annulla e noi perdiamo una Bellissima Occasione di dare Risposte Giuste alle Sollecitazioni dell’Istinto.
La Stessa Situazione però si ripete più e più Volte, ed in Tal Caso il Nostro “Sentire” ci suggerisce SEMPRE il Giusto Comportamento.
A Questo Punto deve scattare in Noi la Voglia di Star Bene: dobbiamo superare le Incertezze e le Paure che la Mente sollecita ed agire senza Tentennamenti sulla Base del Nostro “Sentire”.
I Risultati saranno subito evidenti, perché la Pace e la Serenità ci segnaleranno che Siamo sulla Via Giusta e le Soluzioni che adotteremo saranno comunque le Migliori Possibili.

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