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Espansione della Coscienza

Iniziamo col capire cosa intendiamo qui per Coscienza, poiché Ognuno ha una propria Visione e Sentire di questo Termine.
Quando parlo di Coscienza la abbino alla Consapevolezza, riferendomi al Momento in cui sei consapevole di Ciò che stai facendo e agisci secondo Coscienza, aderendo cioè a Te Stesso.
Non è detto che operando in questo Modo tu faccia la Scelta giusta o che tu sia nel Giusto, ma sei semplicemente Te Stesso.
Non bisogna dare Leggi alla Coscienza, perché l’Unico Scopo che essa ha è quello di mettere in Pratica ciò che l’Istinto suggerisce.
Qui sorge una grande Domanda: può l’Istinto suggerire quello che non è giusto?
NO.
Dobbiamo però valutare il Giusto o l’Ingiusto su Base energetica e non pratica.
Quando parliamo di Coscienza non dobbiamo pensare alla Coscienza sociale, con le Regole che ci sono imposte e i Comportamenti che la Società suggerisce, ma dobbiamo pensare alla Coscienza come a Qualcosa di assolutamente individuale.
Fatte salve le “Regole” universali (amati, ama il prossimo tuo e non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te), tutto il resto è Consuetudine propria di una determinata Società.
Ci sono Regole che un Gruppo si dà e che Altri ignorano, per cui diciamo che Ciò che è valido per Tutti è proprio soltanto questo: amarsi e non fare male agli altri.
La Coscienza contiene già in Sé questo Assunto, quindi non suggerirà mai Qualcosa che può fare del Male o andare contro gli Altri. La Coscienza non ha le Regole della Società o delle Religioni, e soprattutto non ha Condizionamenti.
Agire per espandere la Coscienza porta ad avere molto chiaro il Concetto che dobbiamo agire ascoltando il nostro Istinto, perché è l’unico che ci può guidare; inoltre, nel valutare il Risultato del nostro Agire, dobbiamo prestare Attenzione al nostro Stato d’Animo: se ci sentiamo in Pace, sereni, rilassati è perché abbiamo fatto ciò che l’Istinto ci suggeriva di fare.
Viceversa, se abbiamo una Coscienza che non è ancora abituata alla Vibrazione del Divino e si rifà molto ai Condizionamenti, alle Regole che la Società o le Religioni impongono, il Risultato sarà valutato solo dal Lato materiale, pratico, e non dal Punto di Vista energetico.
Per espandere la Coscienza non si deve usare la Mente.
E allora come si fa?
Quando analizzo il mio Comportamento, chiaramente lo analizzo con la Mente, poiché non posso farlo in altro Modo, ma il Riscontro non può che essere energetico.
Cosa significa questo?
Significa che davanti ad un mio Comportamento, ad un mio Modo di agire devo riscontrare la Serenità, la Pace interiore.
È questo il Segno che ho agito bene, e naturalmente non può dirmelo la Mente ma lo Stato d’Animo che provo.
Quando, viceversa, ho agito in modo correttissimo, seguendo i Dettami della Società o il Tornaconto del Momento, ma avverto dentro di me un Disagio, un Senso di Scontento, un “Qualcosa” che non mi rende serena, significa che non ho agito bene.
Ho agito solo e semplicemente sulla Base di ciò che la Mente mi suggeriva e l’Interesse del Momento mi spingeva a fare, ma non era la Strada che l’Energia voleva che io percorressi.
Un altro Aspetto parallelo, altrettanto importante, è che dobbiamo analizzarci con un grandissimo Amore verso Noi Stessi.
Non usando questo Amore avremo Paura di conoscerci, Paura dei Risultati che scaturiscono dalle nostre Azioni, e cercheremo di mistificare ciò che abbiamo capito per non farci del Male (dal Momento che ci stiamo giudicando).
Cercando invece di capirci e di analizzare i Risultati con Amore, abbiamo il Coraggio di vedere dove siamo stati carenti, dove avremmo potuto agire in altro Modo e dove invece siamo contenti di Noi.
Usando l’Amore riusciamo anche ad andare negli Angoli bui di Noi Stessi, quelli che normalmente cerchiamo di tenere nascosti.
Questo fa sì che quando è l’Amore a permeare i nostri Comportamenti, allora noi lasciamo Spazio libero all’Istinto, all’Energia che ci guida, e non dobbiamo meravigliarci se una Situazione ci porta ad agire in un Modo e un’altra Situazione, che sembra simile, ci spinge ad agire in Modo diverso.
Ciò avviene perché l’Energia sa che nella Prima Situazione il nostro Comportamento deve essere quello perché diversamente non saremmo in Grado di sostenere il Risultato, mentre nel Secondo Caso ci spinge ad agire in Modo quasi opposto perché così si ottiene un Risultato che comunque ci serve e che siamo in Grado di accettare.
Tutto questo ci fa capire come, nell’analizzare la nostra Vita e i nostri Pensieri, dobbiamo essere estremamente cauti, non critici ma cauti.
C’è poi chi ha la Propensione ad analizzare il Passato, il che è comunque una cosa deleteria perché è un “rimestare” quel che è stato, ma se proprio l’Individuo desidera farlo allora deve essere obiettivo.
È chiaro che l’Obiettività è quella del Momento in cui si va a guardare la Situazione, e non può essere l’Obiettività del Giorno prima o del Giorno dopo. Ci renderemo allora Conto che il nostro Modo di vedere le Situazioni e di analizzarle cambia, e questo non perché noi lo vogliamo, ma perché è in noi la Spinta al Cambiamento, all’Evoluzione.
Ciò che abbiamo fatto nel Passato, agendo in un dato Modo, non è sbagliato: era semplicemente quello che in quel Momento potevamo fare in base alla nostra Consapevolezza di allora.
Attraverso quella Esperienza, che nel Futuro potremmo anche giudicare sbagliata o assurda, abbiamo comunque imparato Qualcosa, e quando la Vita ci ripropone una Situazione simile noi agiamo in un altro Modo perché siamo in Grado di farlo.
Questo però non può portare a colpevolizzarci se in Precedenza abbiamo agito in Modo diverso, perché allora non saremmo stati in Grado agire in altro Modo.
Del resto se avessimo agito come la Seconda Volta non saremmo stati in Grado né di capire né di sostenere il Risultato.
Per tornare all’Espansione della Coscienza, possiamo quindi dire che non dobbiamo cercare un Metodo, un Sistema, ma dobbiamo solo affidarci al nostro Istinto, all’Evoluzione, alla Forza vitale, con la Consapevolezza che tutto ciò che facciamo deve essere improntato al nostro Miglioramento.
Non è la Mente che ci suggerisce un Comportamento, ma è il nostro Istinto che davanti agli Eventi ci fa capire quello che è più giusto per Noi.
Ciò che passa attraverso la Mente assume una Vibrazione terrena e quindi lascia un po’ fuori l’Istinto.
L’Istinto deve invece essere ascoltato, e anche se poi la nostra Azione diviene concreta, terrena, si compie per soddisfare ciò che l’Istinto ha chiesto.

L’Istinto non lo si avverte quando la Mente fa rumore, è in subbuglio, continua a pensare, programmare, recriminare.
Dobbiamo quindi farci piccoli, fare Silenzio, e allora l’Istinto sarà avvertibile.
È utile esercitare il Silenzio perché in questo stato noi ascoltiamo la parte più profonda di noi stessi che ci suggerisce la via da percorrere.

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