IL POTERE
Come coltivare il Potere?
È una domanda difficile, perché coltivare il Potere presuppone l’averlo conquistato ed anche capire che cosa intendiamo per Potere.
L’unico Potere autentico e reale è l’aderenza a noi stessi, perché tutto nasce da lì.
Nel momento in cui aderiamo e confidiamo in noi stessi il Potere scaturisce da sé, in quanto è uno dei mezzi che la Vita ha messo in noi affinché la programmazione interiore venga attuata.
Coltivarlo quindi vuol dire coltivare noi stessi e, attraverso di noi, esercitare il Potere che trova la sua strada proprio nell’aderenza a noi.
Essere se stessi sembra la cosa più difficile del mondo perché la Mente ci devia continuamente, mentre invece dovrebbe essere la via più facile, se solo ascoltassimo il nostro Sé interiore, il nostro Istinto.
Ma come possiamo fare una cosa apparentemente facile se non siamo abituati dal momento che non ci siamo mai coltivati? Qual è il primo passo?
Il primo passo è ascoltare il Disagio che deriva dal non viverci fino in fondo.
Se un individuo vive di Ruoli e di Condizionamenti e non avverte nessun Disagio, può continuare tranquillamente a vivere così.
Ma se prova un Disagio profondo e non si sente in Armonia con se stesso capisce che deve cambiare, e allora la Voce interiore – se si fa silenzio e si fa spazio – diventa sempre più forte.
Ascoltare il Disagio però non piace a nessuno. Dove trovare la Forza e l’Audacia di fare silenzio e ascoltare il Disagio? Da dove si può iniziare?
Dall’Umiltà. Dal chiedersi che cosa siamo.
Si lotta spasmodicamente alla ricerca del Potere e, più se ne ha, più si continua a volerne, in un circuito infinito da cui non si esce più. Che cosa è per te il Potere e come dovremmo coltivarlo nella nostra Vita?
Per potere s’intende il Potere Personale di gestire la nostra Vita.
Questo è il vero senso del Potere.
ORA invece lo si intende come strumento per manipolare gli altri, per condizionarli e quindi sentirci forti a scapito di qualcun altro.
Noi vediamo il Potere in questo modo, mentre invece dovremmo desiderare il Potere di star bene con noi stessi, il Potere su noi stessi.
Se iniziassimo da noi come microcosmo, avremmo molta reticenza nel volerlo esercitare sugli altri: non vorremmo che gli altri fossero nostri schiavi, non vorremmo umiliarli per accrescere il nostro Potere, non vorremmo ingannarli per sentirci forti, anzi ci vergogneremmo di tutto ciò.
Per fortuna nel Nuovo Paradigma quest’idea di Potere non esiste più: c’è solo un Potere dell’Energia che porta a compiere quello che è già scritto in noi, la nostra Programmazione interiore.
È questo il vero Potere.
Il Potere esterno – quello che si nutre di se stesso, che ha bisogno di consolidarsi continuamente a scapito di altri – è destinato a cadere.
Non si tratta di una Previsione, ma della Realtà.
Vedremo tutti coloro che si affannano per ottenere il Potere per quello che realmente sono: dei poveri esseri infelici, marionette in balia di se stesse, del proprio Ego, e proveremo pena per loro.
L’UMILTÀ
Oggi si parla tanto di Umiltà: devi essere umile, cerca di essere umile, non comportarti con Arroganza.
Ma cosa vuol dire in realtà essere umili e come si fa ad esserlo concretamente?
Il nostro comportamento è una conseguenza di ciò che pensiamo di essere.
Non si può assumere l’aria umile: l’Umiltà non si può comprare, né si può fingere di essere umili.
L’Umiltà è una conseguenza di quello che crediamo di essere.
Se credo di essere chissà chi, non sarò mai umile: dovrò sempre apparire e sgomitare per farmi apprezzare dagli altri.
Se, viceversa, ho Consapevolezza di essere una Parte del Tutto, una Cellula perfetta di un corpo, una Scintilla del divino, l’Umiltà diventa una conseguenza naturale.
La Cellula del mio corpo non è arrogante: sta al suo posto, fa quello che deve fare e al tempo stesso sa che il Corpo provvede a lei.
Così è per noi: se siamo consapevoli di essere una parte del Tutto e di essere su questa Terra per contribuire all’Evoluzione esprimendoci al meglio, come una Cellula facente parte del Tutto, l’Umiltà non dobbiamo andare a cercarla ma ci viene naturale.
In quanto Cellula, che Arroganza posso avere?
Come Scintilla, che Arroganza posso avere?
Sono inserita in un Tutto che ha una Programmazione e che ha immesso in me gli strumenti per realizzarla. Nient’altro.
L’Umiltà è questa e non il farsi umiliare dagli altri o dire che non si vale nulla.
Noi valiamo moltissimo, ma dobbiamo avere l’Umiltà di capire che, essendo parte del Tutto, dobbiamo aderire al Tutto ed alle sue Regole.
Non possiamo fare quello che vogliamo noi, ma dobbiamo seguire la Vita che ci dà le giuste indicazioni attimo per attimo.
LA SOFFERENZA E LA MORTE
Oggi c’è una grande Sofferenza legata al trapasso finale.
Una Sofferenza per chi deve affrontarlo e per chi gli è vicino.
Qual è il modo corretto, sano ed ecologico di affrontare la Morte?
La Morte bisognerebbe affrontarla in un unico modo: in modo naturale.
Ma purtroppo non siamo più abituati a questo.
Nel mondo occidentale la Morte viene vissuta come una sconfitta, per cui continuiamo a dire: “Poverino, era giovane… non se lo meritava… poteva vivere ancora tanti anni…”, senza capire che, come in Natura tutto nasce e muore, così anche l’Essere Umano in quanto parte della Natura nasce e muore.
Penso che sia questo il Percorso che dobbiamo fare in questi anni: riappropriarci del vero senso della Vita intendendola come un percorso terreno non fine a se stesso, ma teso all’Armonia e all’Evoluzione.
Come tutti i percorsi, ha un inizio ed una fine, e quindi anche la Morte è compresa in questo Percorso.
Dobbiamo fare un’altra riflessione a questo proposito: è difficile che l’ammalato non conosca la gravità del suo male, e ancor più difficile che non senta avvicinarsi la Morte.
La finzione continua, costante con i parenti e con gli altri è semplicemente un equivoco: il parente cerca di illudere l’ammalato e quest’ultimo non vuole deludere i parenti, ma non è così che si dovrebbe affrontare la situazione.
Bisogna affrontarla come un evento naturale: c’è la Vita e c’è la Morte.
Più se ne parla e più ci prepariamo, più esorcizziamo la Paura di morire e più ci arricchiamo.
Ci arricchiamo veramente perché seguendo un congiunto, un individuo che sta male, noi acquisiamo delle Informazioni incredibili.
Le acquisiamo e le doniamo, e l’ammalato si sente veramente compreso e non ha più bisogno di fingere.
È un Percorso che dobbiamo fare in questo periodo.
Non dobbiamo crederci onnipotenti, arrivando ad ibernarci per scongiurare la Morte.
La Morte in verità non esiste, non c’è, e quindi non dobbiamo averne Paura: è semplicemente un cambiare il nostro stato.
IL SUCCESSO
Siamo in un Epoca in cui si parla continuamente di Successo: tutti lo inseguono ma pochi sanno veramente cosa sia.
Come possiamo definire il Successo e come lo si può ottenere?
Distinguiamo tra due tipi di Successo.
Esiste quello, relativo alla Vibrazione dell’Apparenza, che consiste nell’ottenere un riconoscimento facendo qualcosa che viene apprezzato e valorizzato dagli altri.
C’è poi il Successo della nostra Vita che coincide con l’Armonia.
Quando riusciamo a vivere una Vita in Armonia con noi stessi, è un grandissimo Successo, perché da lì parte tutto.
Noi creiamo Armonia attorno a noi, nei nostri rapporti, e non ci interessa più neppure il Successo materiale a cui aspirare a tutti i costi.
A volte siamo persino costretti a venderci per ottenere Successo, facendo cose che non faremmo altrimenti, se non spinti dal Miraggio del Successo.
Subentra poi la gestione del Successo, dal momento che si ha paura di perderlo, proprio perché lo si è raggiunto con mezzi fasulli.
È tutto uno spreco di Energia.
Se il successo portasse alla Felicità, alla Tranquillità, alla Pace, dovremmo perseguirlo tutti.
Ma attorno a noi continuiamo a vedere persone di grandissimo Successo che sono tormentatissime, che non stanno bene.
Credo veramente che dovremmo perseguire il Successo della nostra Parte energetica, nel senso della nostra Armonia: è un Successo avere rapporti che durano nel tempo o riuscire ad essere genitori equilibrati.
È un Successo – lo ripeto – essere in Armonia con se stessi, confidare in noi, non avere Paura della Vita né della Morte.
Questi sono i Successi autentici che dobbiamo ricercare.
Tutto il resto ci può rendere contenti, momentaneamente appagati, ma non ci darà Serenità a lungo, perché la Paura di perderlo sarà sempre dietro l’angolo e noi saremo costretti a sprecare sempre più Energie per mantenerlo.
Di fatto però chi cerca il Successo non ha mai conosciuto l’Armonia – che qui intendiamo come il Vero Successo – ed è quindi facile che tradisca se stesso cercando una Felicità che spesso si allontana. Quale potrebbe essere allora il modo più efficace per avviarsi al Successo e raggiungerlo aderendo a se stessi?
Torniamo a dire che il Successo non dovrebbe essere uno degli Obiettivi principali della Vita.
Dovremmo essere così saggi da sentirci una Cellula di un Corpo che ha il Compito di portare a termine la Programmazione che ha al suo interno e, se in questa Programmazione è previsto il Successo, ciò avverrà.
Se invece lo cerchiamo al di là della nostra Programmazione, inseguendolo, è per colmare un Vuoto.
Non è sbagliato volerlo perseguire, perché comunque -nell’impegnare tutte queste Energie – ci conosciamo meglio, ci rendiamo conto di dove possiamo arrivare, ma dobbiamo anche avere la Furbizia di cogliere i Segnali che la Vita ci manda: quel Successo si avvicina o si allontana? È ostacolato continuamente? E perché ciò accade?
Dobbiamo vederlo come una delle Strade possibili da percorrere, ma non l’unica possibile.
Fissarsi sul Successo vuol dire fissarsi sull’ottenere il Riconoscimento da parte degli altri, aver voglia di essere famosi, riconosciuti dagli altri.
Perché tutto questo?
Perché non stiamo bene con noi stessi, e dunque ci rispecchiamo attraverso il Giudizio degli altri: se in tanti mi apprezzano, mi osannano… allora vuol dire che io valgo, altrimenti non valgo nulla.
Questo comporta una Fatica incredibile, perché dobbiamo essere sempre all’altezza delle Aspettative altrui.
Riesco a reggere questa Fatica o no?
È una domanda che dobbiamo porci.
Tutto questo però è a monte, dal momento che dobbiamo riuscire a capire bene perché abbiamo bisogno del Successo.
Potremmo percorrere molte altre Strade, facendo quell’Esperienza solo per la Gioia di farla: posso cantare per la Gioia di cantare, fare Musica per la Gioia di fare Musica, -e via dicendo.
Non è detto che io debba avere il Successo: posso essere pago semplicemente di ciò che faccio.
LA COPPIA E IL MATRIMONIO
Si sente spesso parlare di Coppie che scoppiano, di Matrimoni che finiscono, di Litigi coniugali, ma quale dovrebbe essere l’ingrediente fondamentale di una Vita di Coppia bella, felice, serena, armoniosa?
Il Rispetto per se stessi, prima di tutto, e il Rispetto per l’altro, capendo che l’altro non ci appartiene.
L’altro è un mezzo che abbiamo attirato nella nostra Vita per avere maggior Conoscenza di noi stessi, per consolidarci.
Le Coppie che funzionano, quelle che vanno avanti nel tempo sono sempre composte da Persone mature al loro interno, mature individualmente.
Ognuno dei due è maturo, ha aderenza a se stesso, per cui unendosi non c’è più un dare per avere: si sta in una Situazione tranquilla perché ognuno è consapevole di dover fare la propria Esperienza e che l’altro è un Mezzo per permettere questa Esperienza.
Ora invece noi pretendiamo molto dall’altro perché non viviamo più il matrimonio in termini di Unione ma soprattutto di Libertà. Abbiamo messo sul Matrimonio delle Regole e dei Ruoli.
Il Marito e la Moglie hanno i loro Ruoli e, quando questi non sono rispettati, iniziano le Rivendicazioni.
Siamo allora tesi a cambiare l’altro, a pretendere dall’altro il rispetto del Ruolo.
Basterebbe pensare alla Fatica che facciamo per cambiare noi stessi ed a quanto difficilmente riusciamo a cambiare per capire che l’Aspettativa che l’altro cambi è un Errore fondamentale.
La prima cosa da chiederci è perché, su sette miliardi di Individui che sono al Mondo, noi abbiamo attirato proprio quella persona nella nostra Vita.
Dobbiamo cominciare a pensare che, se su sette miliardi abbiamo attirato proprio quella, è perché ci serve per fare Esperienza, per conoscere meglio noi stessi.
Non per conoscere meglio l’altro o per armonizzare la Coppia.
Prima viene la Conoscenza di se stessi attraverso l’altro, e con essa di Conseguenza l’Armonizzazione di Coppia.
IL “POLLICE VERDE”
Oggi si sente parlare con grande enfasi di “Pollice Verde2, di Green Spirit – lo Spirito Ecologico – nel relazionarsi alle Piante ed alla Natura.
Qual è il modo migliore per imparare da questa Relazione con la Natura ed avere un Riscontro vitale attraverso questo tipo di Amore?
Il Rispetto, l’andare verso la Natura in punta di piedi, pensando che esisteva già prima di noi e che ci sopravviverà, ed inoltre che non ragiona con il nostro Modo di pensare ma è lì per insegnarci.
Essendo animati da questo Spirito di Rispetto, la Natura si svela a noi, dal momento che non abbiamo preconcetti e non vogliamo imporre su di Essa le nostre Idee.
ORA veramente sentiamo tutti la Necessità di una Natura pulita e vitale: dopo averla massacrata, producendo dei Danni incredibili, riscopriamo questo immenso Amore per la Natura.
La Natura si può rigenerare anche al di là della nostra Capacità di intervenire.
Noi possiamo aiutarla con la Tecnica, con la Chimica, ma la Capacità di rigenerarsi è insita nella Natura.
Che cosa può aiutarla? Il Rispetto e l’Amore che dobbiamo dare a piene mani.
Ricordiamoci che il Rispetto e l’Amore non sono Concetti astratti ma Vibrazioni concrete che arrivano e, nell’arrivare in quell’Ambiente, fanno più di un fertilizzante, molto molto di più di tutta la Chimica che possiamo utilizzare.
Noi creiamo un Ambiente d’Amore e l’Amore crea.
Quindi noi creiamo l’Aiuto che la Natura userà per rigenerarsi.
Voglio aggiungere che tutto questo ci tornerà moltiplicato perché ci troveremo a vivere in un Paradiso.
IL RITORNO ALL’AGRICOLTURA
C’è un grande Ritorno dei Giovani all’Agricoltura: si stima che quasi 10.000 imprese agricole ogni giorno aprano la partita IVA e sono composte da Giovani fra i 20 e i 30-35 anni.
Quale Suggerimento si può dare ad un Giovane che si impegna per la prima volta in Agricoltura?
Quello di non ascoltare troppo i Consigli dei Tecnici, ma di seguire quello che sente profondamente di fare.
Non è un caso che ci sia un Ritorno alla Natura.
Questi Giovani sono programmati per farlo, hanno al loro interno questa Programmazione che la Vita ha messo in Loro e che contiene tutte le Soluzioni.
Abbiamo bisogno di Idee innovative, di Cose diverse, di Scoperte che non sono ancora state fatte e che non vadano contro la Natura ma che invece la aiutino e la assecondino.
Questi Giovani hanno al loro interno queste Scoperte e non potranno tirarle fuori continuando a seguire ciò che è stato fatto nel tempo, le Regole finora esistenti in Agricoltura, ma dovranno da un Lato conoscerle e dall’altro verificare se le sentono giuste o stridenti per Loro.
Tirare quindi fuori la loro Visione interiore delle Cose da fare.
Potranno non fare subito nel giusto Modo, e in tal Caso faranno Esperienza, ma non potranno tradire se stessi attraverso un’Agricoltura programmata.
C’è bisogno di Novità, e il Nuovo Paradigma comporta anche una Nuova Agricoltura, che sia soprattutto sana ed ecologica.
Che cosa può fare oggi un Tecnico agrario per aiutare l’Imprenditore agricolo?
Direi che può fare moltissimo, innanzitutto trasmettendo la propria Esperienza.
Nel trasmetterla però bisogna avere anche l’Umiltà di ascoltare il Giovane.
Quando il Tecnico offre la sua Esperienza deve osservare la Reazione del Giovane, perché questi Giovani hanno una Programmazione al loro interno e sentono istintivamente se quello che viene proposto è giusto o meno.
Sanno benissimo che non si arricchiranno con l’Agricoltura, ma sanno anche di volerla praticare perché avvertono una Spinta interiore in tal senso.
Quindi il Tecnico ha il compito di guidarli passando loro la propria Esperienza, ma anche ascoltandoli moltissimo e rapportando la propria Esperienza agli input che i Giovani emettono in quanto portatori del Nuovo.
È così che si crea una Sinergia bellissima fra l’Esperienza e la Novità: la Novità intrisa di Esperienza e l’Esperienza che si fa Novità attraverso i Giovani.
IL RUOLO DELLA DONNA
Siamo in un’Era particolare in cui non si comprende bene il ruolo della Donna, la quale continua a volte a perdersi in un eccessivo Potere o in Ricerche fatue dell’Immagine di se stessa.
Come dovrebbe porsi oggi la Donna nel Nuovo Paradigma e come dovrebbe essere il suo Ruolo “fuori dai Ruoli”?
Nel Nuovo Paradigma vengono azzerati tutti i Ruoli.
Finché un Individuo vive prigioniero del proprio Ruolo vuol dire che è ancora intriso di Energia del Vecchio Paradigma.
Nel Nuovo Paradigma l’Uomo, la Donna, l’Adulto, il Vecchio, il Bambino… vengono ad essere dei Concetti molto relativi, perché ci si riferisce piuttosto all’Energia.
Un Bambino può essere di gran lunga più Saggio di un Vecchio.
Un Vecchio a sua volta può essere più Bambino di un Bambino.
C’è un Superamento dei Ruoli perché non si vive più l’Apparenza, l’Individualità, la Personalità, ma si vive l’Energia, l’Essenza.
Può capitare allora di vedere Bambini con un’Essenza che possiamo giudicare “vecchia” per quanto sono saggi.
Lo stesso vale per la Donna.
È stato necessario un Movimento che riportasse alla Luce il Mondo Femminile perché la Parte femminile dell’Umanità (anche nell’Uomo) era stata completamente oscurata, ma se abbiamo l’Onestà di vedere ciò che ha fatto la Parte Maschile, quale Mondo ci sta lasciando, capiamo anche che sarebbe ora di integrare la Parte Maschile con quella Femminile, sia nell’Uomo che nella Donna, proprio perché in tutti c’è tutto.
L’EDUCAZIONE DEI FIGLI
Ci si affanna a ricercare dei Metodi per educare i propri Figli, volendosi sentire nel giusto in quello che si fa. Si cerca continuamente la Strada giusta per renderli migliori, ma quale dovrebbe essere l’Approccio fondamentale nella Relazione Genitori-Figli?
L’Amore, il Rispetto e la Leggerezza.
Il voler educare i Figli ci allontana da Loro, nel senso che vogliamo imporre Loro quelle che sono le nostre Regole.
Fate caso a quando proibite ad un Bambino di fare qualcosa e lui chiede perché.
Siete costretti a rispondere con un’Assurdità: perché si sporca… perché si rompe…
Tutte Cose che al Bambino non importano nulla, ma sono importanti solo per l’Adulto.
Se vogliamo rendere i Bambini sicuri, forti, in grado di affrontare la Vita dobbiamo percepirne l’Essenza, lasciare che l’Essenza si manifesti senza inchiodarla con le nostre Regole, con la nostra Educazione.
Non dobbiamo aver Paura che i Bambini crescano ribelli: saranno semplicemente se stessi e, nell’essere se stessi, troveranno la loro Sicurezza.
Le Generazioni dei Genitori di oggi sono in un certo senso svantaggiate rispetto a quelle precedenti, perché da un lato hanno ancora il Modello dei loro Genitori (che vivevano in base al loro Ruolo di Genitori), e dall’altro lato si ritrovano dei Figli che il Ruolo non lo riconoscono più.
I Bambini che nascono ORA sono portatori del Nuovo Paradigma e vengono per insegnarlo ai Genitori.
Il Genitore che si ostina a voler proporre al Bambino il Vecchio Paradigma crea semplicemente un Bambino ribelle, perché il Bambino non si lascia confondere.
Il Nuovo paradigma dentro di Lui è troppo forte, ed è per questo che ci sono tanti Bambini ribelli in questo Momento.
Sono Bambini che vengono inibiti rispetto all’essere se stessi.
PAURA DI VIVERE
Di fronte alla Confusione ed alla Paura oggi diffusa di vivere la Modernità, ma soprattutto di fronte alle Catastrofi che stanno avvenendo – dal Terrorismo ai Terremoti – l’essere umano dove può trovare rifugio per vivere una Vita veramente serena?
Bisogna distinguere fra chi è Vittima della Catastrofe, subendola in prima persona, e chi invece ne sente solo parlare.
A chi tocca un’Esperienza così forte e traumatica, come ad esempio il Terremoto, non si può che portare un grandissimo Rispetto.
Sono Persone che ci inducono alla Riflessione perché hanno al loro interno l’Onere di gestire la Catastrofe.
Vediamo realmente Persone che hanno perso tutto, e questo è un Pensiero che – immesso nella nostra Vita – ci destabilizza completamente; Loro lo vivono concretamente e debbono trovare la Forza per ricominciare.
Questo a riprova del fatto che dentro di noi c’è una Programmazione, ci sono Eventi previsti e c’è anche la Capacità di gestirli.
La Capacità viene data a chi deve gestire l’Evento, non a quelli che ne sono al di fuori.
Quelli che sono fuori possono aderire all’Evento cercando di aiutare per quanto possibile, cercando di mandare Forza e Aiuti materiali, non rimanendo indifferenti a ciò che accade, ma senza per questo cambiare il proprio modo di vivere e senza avvilirsi per la Catastrofe.
Non si tratta di un Atteggiamento egoistico: è semplicemente un Bilanciamento delle Forze presenti sulla Terra.
Non possiamo metterci tutti a lutto perché è successa una Catastrofe.
C’è il Momento della Riflessione, della Partecipazione emotiva, dopodiché la nostra Vita riprende a scorrere e noi possiamo, attraverso ciò, dare più senso alla nostra Vita.
Non dobbiamo però aver Paura di gioire, di vivere una Vita serena, o ancora sentirci in colpa perché facciamo una bella Vita.
È quello che la Vita stessa ci sta porgendo, così come ad altri sta porgendo un Momento doloroso, traumatico, ma a loro dà anche la Forza per tirarsene fuori.
