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Momento di Transizione

Esiste, nel Nuovo Paradigma, una Fase che non può essere evitata, in quanto per accedere al Nuovo Paradigma, per voler vivere nel Nuovo, non possiamo dimenticare il Vecchio Paradigma, il quale continua a rimanere attorno a Noi: dobbiamo vederlo, osservarlo e… prenderne le Distanze.
Immergersi nel Nuovo Paradigma non è un Atto di Volontà: è semplicemente un Approdo naturale della Nostra Energia, che ha raggiunto una certa Frequenza incamerando Vibrazioni via via più alte, più consapevoli, più armoniose, facendoci approdare nel Nuovo Paradigma.
È necessario, a questo Proposito, essere molto chiari: non si può fare la Distinzione fra chi è “Superiore” perché è nel Nuovo Paradigma e chi è “Inferiore” perché è rimasto nel Paradigma Vecchio.
Assolutamente no.
La Distinzione tra “Inferiore” e “Superiore” (Termini assurdi dal Punto di Vista dell’Energia) bisogna riferirla alla Coerenza con cui si vive il Vecchio o il Nuovo Paradigma.
Un Individuo che ha strutturato in Sé, in Modo non modificabile, il Vecchio Paradigma non è da condannare o da ritenere “Inferiore”, ma va soltanto osservato per comprendere se vive con Convinzione e Coerenza fino in fondo, vale a dire se la sua Struttura è così permeata dal Vecchio Paradigma che non c’è Forza esterna che possa mutarlo.
Ciò può apparire in Contrasto con l’Evoluzione, la quale spinge tutti verso il Nuovo, verso un Nuovo Modo di vedere la Vita, ma non è così.
Se da un Lato è vero che l’Evoluzione va Avanti, che spinge costantemente verso il Nuovo insito in Essa, è altrettanto vero che l’Evoluzione è estremamente rispettosa dei Modi di Vivere e di Fare che sono basati sulla Coerenza.
Non tutti possono accedere nello Stesso Momento e con la Stessa Intensità al Nuovo Paradigma perché, anche se l’Evoluzione trascina e spinge Tutti, non Tutti hanno la Stessa Capacità di percepire questa Spinta e di aderirvi per entrare nel Nuovo Paradigma.
Rimanere nel Vecchio non è un “Peccato” se si vive con Coerenza: vuol dire che si fa Parte della Massa che continuerà a vivere, fino alla Morte, nel Vecchio Paradigma, e anche questo serve per compensare e stabilizzare il Nuovo.
Quello che fa la Differenza fra l’Essere nel Giusto o meno è l’Incoerenza.
Se io continuo a vivere con la Mia Vecchia Struttura e non mi lascio permeare dal Nuovo per Puro Tornaconto, per difendere ad Oltranza le Mie idee, perché è da queste che io traggo un Vantaggio e giudico sbagliate le Idee provenienti dal Nuovo perché non mi porterebbero gli Stessi Vantaggi… allora sono in Errore, sto facendo un’Esperienza Negativa.
Se invece del Nuovo Paradigma vedo i Limiti, percepisco l’Ansia che mi crea perché non c’è Nulla di stabilito (il Nuovo si va formando Attimo per Attimo ed assorbe la Volontà di Ogni Essere Umano che vi accede, ma è un Qualcosa di fluido, di dinamico), allora a Me, che non sono Parte di questa Struttura ma la osservo dal Paradigma Vecchio, questa Fluidità, Dinamicità creano Ansia, in quanto non mi danno Certezze.
Quindi vedrò il Fluido, il Dinamico, il Divenire come Qualcosa di Negativo, percependone soltanto la Parte Negativa.
Vedrò Errori continui in questo Nuovo, non vedrò Esperienze che portano a consolidare o setacciare quei Modi di Essere che devono essere consolidati oppure sopiti.
Io che vivo il Vecchio Paradigma non percepirò tutto questo perché sarò Preda di Ansia e Paura, mentre vivere il Vecchio usando la Coerenza, soprattutto nel Vivere Pratico, mi darà una Grande Stabilità, a sua Volta funzionale al Nuovo che si confronterà con un Modo di Essere Stabile, Coerente, il quale – pur se destinato nel Tempo ad essere superato – in questo Momento di Transizione ha la sua Funzione: quella di farci riflettere.
ORA bisogna prestare Molta Attenzione a non diventare razzisti anche in questo Ambito, giudicandoci l’Un l’Altro: “tu sei Vecchio, tu Nuovo”, “io sono Portatore di Idee avanzate”…
No, non sono questi i Ragionamenti che devono essere fatti.
Ognuno deve fare Capo a Sé, ascoltarsi per capire quello che è giusto salvare del Vecchio Paradigma e quindi viverlo con Coerenza, e allo Stesso Modo sentire il giusto nel Nuovo che – lo ripeto – è un Paradigma Tutto in divenire.
La Chiarezza che Ognuno fa in Sé porta poi a vivere con Coerenza proprio in Base a ciò che si è compreso.
Il Giudizio su chi non vive e non pensa come Noi non deve essere espresso, non deve essere Motivo di Scherno, di Critica, ma solo un’Occasione di Riflessione sul perché io trovo assurdo un Certo Ragionamento, perché non mi ritrovo in quel Modo di fare, perché certe Proposte suscitano in Me Euforia e Altre addirittura Paura.
Tutto serve per conoscerci meglio.
I Paradigmi sono Forze che viaggiano a Frequenze diverse: c’è la Frequenza assoluta dell’Evoluzione che sta imponendo il Nuovo su questa Terra e la frequenza “Inferiore” legata alla Terra, alla Terrenità, che attiene ad Ogni Essere Umano il quale, perseguendo questi Nuovi Modi di vivere e di percepire la Vita, apporta il suo Sostegno al Paradigma Nuovo e lo aiuta a consolidarsi.

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