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Percepiamoci nuovi

Cerchiamo di fare lo Sforzo di “percepirci” Nuovi, intendendo con ciò Qualcosa di diverso dal Capire Noi Stessi.
Capire Noi Stessi vuol dire analizzare gli Eventi, passare attraverso la Mente, confrontare ciò che ci accade con Altre Situazioni, Altre Persone; “percepirci” invece vuol dire dare Spazio al Nostro Istinto, alle Nostre Pulsioni più profonde, che a Volte ci risultano sconosciute.
Spesso abbiamo delle Sensazioni, delle Reazioni improvvise che ci colgono di Sorpresa, che ci fanno riflettere perché non le abbiamo mai vissute o sperimentate.
In questi Casi potremmo dire che è il Nuovo che entra in Noi, ma non è esattamente così, perché noi tutti SIAMO GIÀ il Nuovo, che in questo Momento stiamo riscoprendo, a cui stiamo dando Spazio, Diritto di Cittadinanza; il Nuovo non si è formato in questo Momento: c’è sempre stato parallelamente al Vecchio, tuttavia la nostra Consapevolezza era concentrata sul Vecchio Modo di Vivere.
ORA questo Nuovo a cui abbiamo Dato Cittadinanza e Visibilità ci sta cogliendo di Sorpresa.
In che Modo?
Non facendoci ragionare in Modo Diverso, ma lasciando partire Prima la Reazione Istintiva che non è quella solita per Noi.
Davanti a Certi Eventi, a Certe Tematiche noi abbiamo ragionato sempre in un Dato Modo e quindi ci conosciamo proprio per quel Modo di ragionare.
ORA, quasi a Tradimento, arriva dal Nostro Interno una Reazione, un Modo di vivere la Situazione diverso da Prima.
È il Nuovo che si sta facendo Strada.
Noi dobbiamo accoglierlo, accettarlo, prendere Atto delle Nostre Reazioni così diverse, e solo in un Secondo Tempo cercare di capirlo.
La Prima Fase deve essere quella di accoglierlo, non di scacciarlo, non di metterci sempre in Discussione per il Nostro Modo di sentire, ma mettendo all’Ultimo Posto la Comprensione della Novità che ci sta pervadendo.
Prima si reagisce in un Certo Modo, si accoglie questo Nuovo Modo di reagire, lo si percepisce fino in Fondo e soltanto dopo si cerca di capirlo e analizzarlo.
È a questo Punto che deve necessariamente scattare il Confronto: perché in Certi Momenti ho reagito in un Modo e in questo Momento reagisco diversamente?
L’Errore più grande che si possa fare in questa Fase è quello di ragionare su ciò che ci viene suggerito dall’Esterno, in Modo Logico, Dialettico, Insinuante.
Dobbiamo invece ragionare fra Noi e Noi, ragionare per mettere a Fuoco se questo Istinto Nuovo, se queste Reazioni che sgorgano dal Nostro Interno sono in Armonia CON NOI.
Non in Armonia con la Società, non con le Idee che Altri ci propongono, ma semplicemente in Armonia CON NOI, e dunque se le sentiamo giuste PER NOI.
Ecco allora che entriamo a far Parte del Nuovo, lo viviamo, lo consolidiamo e soprattutto lo spingiamo avanti.
Il Nuovo c’è, esiste, c’è sempre stato; ORA si va manifestando a sempre più Persone ed ha Bisogno di essere consolidato.
Una Grandissima Massa di Esseri nel Mondo ha già consolidato il Nuovo in Sé: non ha Altro Modo di ragionare, di porgersi, di gestire le Situazioni se non attraverso questa Nuova Vibrazione, questo Nuovo Paradigma.
Un’Altra Massa è ancorata al Vecchio Paradigma e non ammette minimamente il Nuovo, anzi ne ha Paura.
C’è ancora una Terza Fascia di Esseri indecisi, che però possono liberare il Nuovo dentro di Sé semplicemente facendo Silenzio, prendendo Atto delle Reazioni che si manifestano in Loro di Fronte alle Situazioni, senza spaventarsi quando queste sono diverse dal Loro Solito Modo di reagire, e soprattutto cercando di accoglierle senza lasciarsi condizionare.
Il Condizionamento del Vecchio Paradigma in questo Momento è molto forte: è come una Sirena allettante poiché lo si conosce e, anche se non ha Dato i Risultati Sperati (anzi ha provocato Grandi Disastri), è comunque Qualcosa di conosciuto; c’è una Dialettica che abbiamo esercitato per tanto Tempo, ci sono degli Scontri che abbiamo sempre giudicato fecondi (senza tener conto del fatto che dopo quegli Scontri Ognuno continuava a rimanere sulle Proprie Posizioni), e quindi il Vecchio in questo Momento sembra la Cosa più giusta da perseguire perché è la meno faticosa, quella che sembra dare Maggior Sicurezza.
Il Nuovo è da inventare, da scoprire, il Nuovo vuol dire partecipare, contribuire, Ognuno deve portare Qualcosa, non si può aspettare che le Soluzioni arrivino da Altri.
Ognuno nell’Ambito del Proprio Vivere deve trovare le Soluzioni che giudica più congeniali a Se Stesso, fare le Scelte che ritiene più giuste per Sé, sempre nell’Ottica del Rinnovamento.
Ripeto che dobbiamo PERCEPIRCI Nuovi, non analizzando troppo mentalmente il Nostro Comportamento, ma semplicemente chiedendoci se lo sentiamo giusto per Noi quel Comportamento.
Anche se è fantasioso, utopistico, al di sopra delle Possibilità di Realizzazione immediata, non ci deve comunque spaventare.
Dobbiamo semplicemente chiederci: a me piacerebbe un Mondo così?
Sono Principi in cui mi riconosco?
Se sì, aderisco per quello che mi riguarda, per ilCcompito che la Vita mi assegna in relazione al mio Progetto di Vita, e perciò porto avanti questo Nuovo, lo consolido in Me, ne faccio la Base del mio Vivere e non mi preoccupo di ciò che ho lasciato indietro.
Non mi preoccupo né di convincere gli Altri, né di far Parte di una Minoranza, né di volermi a Tutti i Costi rifugiare di nuovo nel Vecchio Paradigma perché mi fornisce più Sicurezza Mentale.
Questo è un Passaggio importante: il Vecchio Paradigma ci dà più Sicurezza Mentale perché lo conosciamo.
Se però siamo onesti con Noi Stessi dobbiamo riconoscere che, proprio perché lo conosciamo, dobbiamo trarre le Conclusioni di questa Conoscenza prendendo in Considerazione i Risultati: che cosa ha prodotto il Vecchio Paradigma?
Se quello che ha prodotto è in Armonia con Noi, se ci ritroviamo in Esso, se lo vediamo come un Qualcosa che può necessitare di Aggiustamenti ma comunque ci corrisponde, allora continuiamo a vivere tranquillamente nel Vecchio Paradigma.
Se da un’Analisi dei rRsultati vediamo tutte le Incongruenze, le Ingiustizie, le Prevaricazioni, i Condizionamenti che questo Vecchio Paradigma ha posto su di Noi, dobbiamo con grande Semplicità accantonarlo e – senza Paure né Timore, ma con assoluta Fiducia nella Vita – immergerci nel Nuovo Paradigma, che sentiamo giusto per Noi, e consolidarlo.

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