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Percorso Interiore

 

Il Percorso Interiore riguarda chiaramente l’Energia ed ha come Scopo la Consapevolezza e l’Armonia all’Interno di Noi Stessi.
Quando parliamo di Percorso è chiaro a Tutti che dobbiamo fare un Cammino, affrontare Una dopo l’Altra una Serie di Prove, Sperimentazioni, Ricerche per trovare Noi Stessi; poiché il Percorso Interiore è assolutamente individuale, personale, non si può aderire a ciò che viene dall’Esterno se non lo si sente Profondamente Proprio.
Anelare ad un Percorso Spirituale significa avere un’Esigenza di Consapevolezza, desiderare di conoscersi Meglio e gestire questa Conoscenza anche per Fini Pratici: per una Guarigione, per un Diverso Modo di Vivere, per sapersi rapportare agli Altri, per non avere Paura delle Situazioni; in Poche Parole, per vivere la Nostra Vita in una Diversa Ottica, che corrisponde a quella della Nostra Interiorità e non dell’Apparenza.
In che Senso il Percorso interiore è assolutamente Personale?
Perché Ognuno di Noi ha Aneliti Diversi, Diverse Aspettative e quindi anche Risultati Diversi.
L’unico Risultato Uguale per Tutti sarà quello Finale: la raggiunta Armonia.
Possiamo capire da Soli quando siamo sulla Giusta Strada, quando stiamo compiendo ciò che è Bene per Noi, proprio attraverso il Senso di Armonia che ci pervade.
Durante il Nostro Percorso non possiamo lasciarci guidare Solo dalla Mente, non possiamo correre Dietro a Tutte le Chimere che la Società ci propone, sperimentando Tutto ciò che viene definito Miracoloso o Risolutivo: può esserlo per Qualcuno, ma non è detto che lo sia per Noi.
Anche nella Scelta della Modalità con cui affrontare il Percorso Interiore dobbiamo aderire a Noi Stessi, al Nostro Istinto.
Per non sbagliare, per non perdere Tempo, per non confonderci le Idee dobbiamo essere convinti di doverci lasciar guidare dalla Nostra Parte Superiore e non dalla Mente; così facendo, sarà proprio attraverso la Parte Superiore che attireremo le Situazioni Giuste per Noi.
Se ci limitiamo a “Voler” compiere un Percorso Interiore sulla Base di ciò che si usa e che gli Altri ci propongono, rischiamo veramente di confonderci le Idee.
Se, viceversa, davanti a ciò che gli Altri ci porgono riusciamo a sentire quello che è Giusto per Noi e lo attuiamo, eviteremo di perdere Tempo.
Si parla spessissimo dell’Assenza della Dimensione del Tempo dal Punto di Vista Energetico, e senz’altro questa è una Realtà, ma nel Momento in cui mi dedico a Qualcosa di non produttivo per Me (in quanto non corrispondente ad una Specifica Richiesta della Mia Energia), sto sprecando il Mio Tempo, sto confondendo le Situazioni, poiché immetto in Me delle Vibrazioni non richieste dal Mio IO profondo ma semplicemente suggerite dalla Mente che tende a Correre Dietro ad Ogni Situazione.
Quando possiamo sentirci appagati del Nostro Percorso Interiore, della Conoscenza che abbiamo raggiunto di Noi Stessi?
Quando ne osserviamo i Risultati.
Quando Davanti alle Situazioni reagiamo istintivamente in Modo Giusto.
Naturalmente il Modo Giusto è sempre relativo a Noi Stessi, e come tale non corrisponde a Quello Codificato dagli Altri che dettano Regole, ma soltanto a quello che sentiamo Profondamente Nostro.
Quando siamo sicuri della Nostra Reazione, appagati, in Pace, in Armonia, capiamo di aver fatto ciò che dovevamo fare.
Non dobbiamo vedere il Percorso Interiore come un Processo Faticoso, perché i Migliori Risultati – paradossalmente – si ottengono con la Leggerezza.
In questo Percorso dobbiamo sperimentarci, dobbiamo continuamente sperimentare le Nostre Reazioni, ma sempre con Leggerezza, senza colpevolizzarci se non abbiamo ottenuto Subito il Risultato che volevamo, senza deprimerci se ci pare di non aver capito, senza darci addosso se abbiamo il Dubbio di aver fallito l’Approccio a quella Situazione, a quell’Incontro, a ciò che la Vita ci stava Porgendo.
Dobbiamo fare del Nostro Percorso Interiore Qualcosa di personale, leggero e soprattutto produttivo.
Il Modo in cui viviamo il Nostro Percorso Interiore ci deve dare Soddisfazione, deve renderci la Vita più facile, più semplice, essendo consapevoli che è la Nostra Parte Superiore che continuamente dobbiamo attivare e vivere, mettendo a Tacere la Parte Mentale che spessissimo ci devia, in quanto rifiuta di fare le Esperienze e di gestire le Situazioni sollecitate dal Percorso Interiore.
Ciò può accadere perché la Mente non riscontra un Risultato Immediato, o forse perché giudica le Situazioni come al di Sopra delle Nostre Capacità di Gestione, oppure semplicemente Non Consone per Noi.
Questi Giudizi della Mente però non collimano con il Nostro Istinto Profondo, il quale ci fa capire che possiamo percorrere Quella Strada, che forse sarà proprio Quella che ci permetterà di fare delle Esperienze che potrebbero giovarci.
ORA si parla molto di Autoguarigione: è il Momento dell’Autoguarigione e sembra facilissimo attuarla utilizzando le Visualizzazioni, le Invocazioni, le Affermazioni ed anche Tecniche Particolari con cui Autoguarirci.
Tutto questo è Vero e Non è Vero.
È Vero in quanto Noi come Esseri Divini possiamo creare, e quindi creare anche la Guarigione,Trasmutare la Nostra Energia fino ad arrivare a sanare il Corpo Fisico.
Non è Vero in Assoluto perché tutto ciò presuppone un Percorso Interiore attivato, consolidato, già fatto Proprio Fino in Fondo.
Spesso Noi compiamo questo Percorso in Balia della Nostra Mente, quindi senza “Sentirlo”, senza percepirlo, senza che Esso penetri nelle Nostre Fibre, nel Nostro DNA, ma soltanto come Appagamento del Bisogno di sapere, di conoscere; immettiamo quindi in Noi delle Nozioni e delle Tecniche che poi non si rivelano produttive ai Fini della Guarigione.
Perché questo?
Perché si tratta di Tecniche Dominate dalla Mente.
Non è sbagliato voler conoscere Cosa viene proposto dagli Altri per guarirci, quali Studi sono stati effettuati, quali sono le Tecniche in Questo Momento in Voga, ma dobbiamo capire che Non si tratta di Bacchette Magiche: sono Spunti su cui lavorare solo se le sentiamo Nostre.
Questo Concetto va ripetuto all’Infinito, perché dal Punto di Vista dell’Energia non ci sono Regole uguali per Tutti: Ognuno di Noi è Portatore di un Tipo di Energia che ha Necessità di Determinate Frequenze e Vibrazioni.
Per fare questo andrà automaticamente a cercare negli Eventi quelle Frequenze e quelle Vibrazioni di cui ha Bisogno, e soltanto Allora le Cose funzioneranno.
Se però in una Tecnica – anche tanto decantata ed efficace su Molti Individui – non ci ritroviamo, non la sentiamo Nostra, e di Conseguenza tendiamo ad applicarla Soltanto con la Mente, il Risultato sarà deludente o Non ci sarà affatto.
Voglio chiudere questo Discorso parlando di una Vibrazione a cui faccio Costantemente Riferimento: quella dell’Umiltà.
Il Percorso Interiore va perseguito e attuato con Umiltà.
Un’Umiltà che non può essere Frutto della Mente, la Quale tenderà sempre ad ergersi sugli Eventi e sugli Altri, mentre invece l’Energia – sentendosi Parte del Tutto e sapendo di esserlo – ha l’Umiltà di Chi si “Mischia” al Tutto.
Se compio il Percorso Interiore con l’Umiltà che mi deriva dal sentirmi Parte di un Tutto, ho la Certezza di fare le Scelte Giuste per Me, e allora Qualunque Situazione mi trovo a gestire saprò se è Giusta per Me, se devo svilupparla o meno.
I Risultati saranno sempre all’Altezza di ciò che mi aspetto, dal Momento che non mi aspetterò Altro che sia fatto il Volere della Mia Parte Superiore.
Non vorrò quindi raggiungere il Miracolo che mi guarisce con un Tocco, con uno Sguardo, con una Tecnica.
Io sono al Servizio della Vita e so che Essa vuole che io sperimenti Certi Eventi, che venga a Contatto con Certe Informazioni per farle Mie, e dunque le Perseguo con Umiltà.
L’Umiltà è sempre e comunque la Vibrazione che apre Tutte le Porte.
È la Vibrazione che ci permette di ottenere Risultati, è la Vibrazione che più di Tutte stupisce perché ciò che suscita e risolve l’Umiltà non può essere risolto da Nessun’Altra Vibrazione.
L’Esortazione che viene fatta è di Compiere un Percorso Interiore che comprenda anche Tecniche e Conoscenze, ma che vengano vagliate dal Nostro Istinto, dalla Nostra Parte Superiore, senza aver Paura di scartarle quando Non le sentiamo Nostre.
Allorché le sentiamo Nostre, dobbiamo però perseguirle con Riconoscenza Estrema verso la Vita, e quindi provarle, attuarle, farle Nostre con Umiltà.

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