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RAPPORTI UMANI 3

Come Possiamo Rimanere Sereni quando Qualcuno ci Aggredisce, ci Insulta o quando siamo Davanti a Persone che Soffrono veramente e quindi c’è il Rischio di essere Contaminati dalla loro Sofferenza? Cerchiamo di Chiarire Bene questo Punto, perché il Confine Sottilissimo fra l’Egoismo di chi Non si occupa degli Altri e il Protagonismo di chi fa Suo il Dolore degli Altri, è molto Sottile. Sono Confini che Non bisogna Travalicare mai. Ma per capire questi Confini dobbiamo avere una Perfetta Conoscenza di Noi stessi.
Accade che una Persona ci Insulti pesantemente o anche non Pesantemente, ma comunque ci Faccia Arrabbiare oppure ci Metta davanti ad una Realtà che Noi Non vogliamo Accettare, perché Non la Sentiamo Nostra: a volte tra l’altro gli Insulti sono veramente Gratuiti, perché sono Parte della Persona che li Emette, che ha una Carica di Aggressività che deve Sfogare, cosicché Noi siamo i Mezzi che permettono a questa Persona di Sfogare l’Aggressività. Quando Insulti simili ci Aggrediscono, ci fanno Male e rischiano di Destabilizzarci, noi dobbiamo Adottare delle Strategie per rimanere Fermi nella nostra Serenità.
In primis dobbiamo Valutare sempre Ciò che ci viene Detto. Non si possono fare Spallucce, perché Non è un Caso che noi ci siamo Attirati una Persona Aggressiva in quel Momento: vuol dire che Quello che Emette, quello che Dice, è qualcosa che Serve anche a Noi. Perché Serve? Perché dobbiamo Cercare di Contrastarlo, di Capirlo e soprattutto di Non farci Assorbire completamente da questa Aggressività.
Quando Noi valutiamo Ciò che viene detto, possiamo ritenerlo Vero, quando la Persona, anche se in Modo Forte, Irruento, dice Cose che ci Colpiscono, che ci Feriscono, ma che Noi sappiamo essere Vere. Forse non Volevamo Accettarle, ma Gettate così in faccia, a Noi, fanno comunque Riflettere. Non è da Giudicare il Modo con cui vengono porte, perché Questo attiene alla Persona e l’Aggressività Non è Nostra, è della Persona che la Emette; Noi la subiamo semplicemente. Quindi Lasciamo stare l’Aggressività e andiamo al Contenuto. Ciò che viene Detto è Vero? Se ci fa Riflettere noi Dobbiamo, con Umiltà, riconoscere che è Vero ed Aggiustare il Tiro. Non è Vero? Sono Insulti e Critiche Gratuite? Chiudiamola lì. Chiudiamola lì, con Serenità. Pensiamo semplicemente che Quella Persona ha di Noi quell’Opinione che Non corrisponde a Ciò che Noi sappiamo essere Nostro. Noi Dobbiamo avere una Grande Conoscenza di Noi, per cui Dobbiamo Riuscire a Capire subito se quello che ci viene Detto, che ci viene anche Porto come Insulto, è Vero o non è Vero. Se è Vero, Aggiustiamo il Tiro e Correggiamo la Rotta. Se Non è Vero, Rimandiamo al Mittente tutto quello che viene Detto, perché Non sta parlando di Noi, ma sta Parlando di una Persona, di una Personalità che Lei Attribuisce a noi, ma che Non Corrisponde alla Verità, perché Noi Non ci troviamo in quella Situazione, Non ci Riconosciamo in Ciò che viene detto. Mantenere la Serenità è Facile, se Noi Non saliamo subito in Cattedra come Lesa Maestà, pensando: Come si Permette di dirmi Questo? Come si Permette di avere questo Pensiero su di Me? Come si Permette di Giudicarmi in questo Modo? No, tutto Questo Non Esiste, perché il Primo Pensiero deve essere questo: perché Io ho Attirato questa Persona nella Mia Vita? Ricordiamoci sempre, Sempre, che Siamo quasi Otto Miliardi e quindi Non è un Caso aver Attirato quella Persona, mentre avremmo potuto Attirare una Persona che si Complimentava con Noi. Invece abbiamo Attirato una Persona Aggressiva che ci Insulta e che ci mette davanti ad una Realtà che, ripeto ancora, Noi dobbiamo valutare se Essere Vera o Non Vera. C’è poi un’Altra Situazione Pericolosa: quando Siamo davanti a Persone che Soffrono, che Cercano in Noi Conforto, che si Confidano e Emanano talmente tanto Dolore che Noi rimaniamo Coinvolti in questo Dolore e lo Facciamo Nostro. Non Possiamo farci Nulla, perché l’Empatia è anche Questo: Entrare in Comunione col Sentimento dell’Altro. Ma può Destabilizzarci questo? Riflettiamo. Se Noi ci Destabilizziamo e Soffriamo come la Persona, di che Tipo di Aiuto parliamo? Cosa Possiamo Dare a questa Persona? Anche il Nostro Dolore? Riflettiamo su Questo. Perché, ripeto ancora, il Confine è molto Sottile tra Volere essere Protagonisti anche del Dolore Altrui – e quindi occuparsi in tutti i Modi per dare Conforto, Soluzioni eccetera – oppure Mettersi al Servizio della Vita. Mettersi al Servizio della Vita sempre con il Primo Pensiero: perché mi Trovo in Questa Situazione? Perché questa Persona, fra Tutti, ha scelto proprio Me per Esprimere il Proprio Dolore?
L’Atteggiamento più Giusto è quello di un Ascolto Partecipe, ma in un Certo Senso Distaccato. Si deve Pensare che l’Esperienza Dolorosa è di quella Persona che la sta Partecipando a Noi e che la Vita però Non l’ha data a Noi, in quanto ci fa Partecipi di una Situazione che Non è Nostra; siamo Partecipi ma Non Protagonisti. Oltre a Ciò, si deve anche Ascoltare l’Altro in Modo Amoroso, Comprensivo, senza Prevaricare. E soprattutto, si Ascolta la Persona senza Pretendere di darle una Visione Diversa da quella che sta Esprimendo, perché Non si è di Aiuto in questo Modo. Semplicemente si finisce con l‘Irritare l’Altra Persona, perché quando la Persona che soffre Sceglie Noi come Punto di Riferimento e si vuole Aprire, si vuole Sfogare, ha Bisogno soltanto di essere Ascoltata. Diverso è quando la Persona chiede Aiuto, chiede Aiuto per Risolvere una Situazione, per cercare una Strada per Uscire dal Dolore. In tal Caso possiamo Esprimere la nostra Idea che è Frutto del nostro Sentire, del nostro Percorso Interiore. Ma FINO A CHE LA PERSONA NON CI CHIEDE AIUTO, NOI DOBBIAMO SEMPLICEMENTE ASCOLTARE, NON DOBBIAMO ASSUMERE IL RUOLO DI CHI RISOLVE, DI CHI HA LA VERITA’ IN TASCA, perché, lo ripeto ancora, ciò IRRITA semplicemente Chi ci sta davanti E BASTA.

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