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Il Rapporto con gli Altri

 

Il Rapporto con gli Altri va inteso come un’Unione che si crea momentaneamente o per più lungo Tempo e che è finalizzata a voler capire Se Stessi.
Il Punto principale è questo: l’Altro ci serve per poter capire Noi Stessi.
Sprechiamo Tanto Tempo, Risorse e Forze per cercare di capire gli Altri, per farci accettare dagli Altri e per cercare la Sintonia con gli Altri.
Questo crea un Contrasto, un Conflitto, una Mancanza di Forze e spesso ci sentiamo sfiniti e non abbiamo fatto ciò che dobbiamo fare: capire Noi Stessi.
L’Altro è il Mezzo che la Vita ci porge, che noi ci attiriamo, proprio perché dobbiamo capire Noi Stessi.
Perché Tante Volte attiriamo una Persona completamente diversa da Noi?
Perché questa Persona esprime quel Lato di Noi che non vogliamo vivere, che teniamo sopito, nascosto, ma che invece è il Lato che dobbiamo tirare fuori.
Rapportarsi agli Altri serve innanzitutto per capire Noi Stessi e poi anche per entrare in uno Stato di “Umiltà”.
Se pretendo di avere Ragione, se voglio solo il Mio Simile, se voglio essere capita a tutti i Costi e soprattutto se giudico Male chi non la pensa come Me, mi arrogo dei Diritti che non sono reali perché Nessuno mi dà il Diritto di giudicare e di criticare l’Altro.
Devo capire perché l’Altro è diverso da Me e capire che cosa è che mi fa accettare o no l’Altro.
Non devo però riferire tutto all’Altro ma a Me.
Quando faccio questo Lavoro su di Me, devo per Forza entrare in uno Stato di Umiltà perché mi devo mettere in Discussione.
Non posso partire dal Principio di avere Ragione, perché se così fosse non mi rapporterò nemmeno con gli Altri ma li giudicherò, li scarterò come fastidiosi, e non avrò fatto di questo Incontro che la Vita mi ha dato una Cosa utile per Me.
Io riferisco sempre Tutte le Situazioni a Me Stessa e questo può essere visto come Egocentrismo, Egoismo, come Essere Piena di Sé, ma non è così. Capisco che se non amo, non comprendo, non accetto Me Stessa, non posso né comprendere, né amare, né apprezzare gli Altri.
Questo viene naturale e tanto più faccio Fatica per capirmi tanto più devo capire che anche gli Altri fanno la Stessa Fatica, perché non è detto che gli Altri si amino e si accettino; quando siamo in Contatto con Personalità che sono contorte, sfuggenti, ambigue, noi siamo subito pronti ad emettere un Giudizio Negativo, ma se solo ci ricordassimo di quanta Fatica facciamo Noi per rendere la Nostra Personalità più accettabile, chiara, limpida, capiremmo la Fatica dell’Altra Persona; è a questo Punto che scatta automaticamente una Comprensione che non si ha nel Momento in cui Noi ci rapportiamo all’Altro solo per giudicarlo.
Il Rapporto con l’Altro è la Base di tutta la Vita perché se non conosco il Diverso non ho un Termine di Paragone.
Se non sono pigra e lavoro e mi affanno Tutto il Giorno, penso che il Mondo sia tutto così.
Poi incontro una Persona Pigra, che sta bene, che vive benissimo, ebbene, non posso giudicarla perché diversa da Me, ma devo vedere il Risultato che questa “Pigrizia” porta nella sua Vita.
Se è una Pigrizia gestita bene che non arriva alla Negatività, ma è un vivere più consapevolmente, lentamente, pacificamente, e questa Persona sta Bene, devo arrivare a capire che il mio Modo di essere va modificato, devo lasciarmi permeare da Altri Modi di Essere.
Perché è importante il Consiglio di non giudicare?
Perché nel Momento in cui io do un Giudizio emetto già Qualcosa di Negativo e penso che la Persona sia sbagliata.

Perché?
Perché penso di essere giusta Io, sono Io che sono nel Giusto e l’Altra è sbagliata.
Non è così. La Persona è diversa e mi può dare Qualcosa che può migliorare Me Stessa.
Il Rapporto con l’Altro è veramente fondamentale.
Detto questo però non deve essere condizionante.
Spiego: nel Momento in cui io vado verso l’Altro diverso da Me, ne noto le Diverse Caratteristiche, non le giudico, ma non le sento minimamente mie, non sento di poter aderire a quel Modo di vivere, di essere, non mi devo lasciar condizionare e pensare che allora sono io sbagliata.
No: Io sono fatta così e l’Altra Persona è diversa.
Non c’è Giudizio verso l’Altro ma non c’è neppure Accanimento verso di Me perché capisco che le mie Caratteristiche sono diverse.
Devo vivere Me Stessa in Modo diverso dall’Altro.
In Tutto questo Discorso quello che fa Testo è: chi è in Armonia e chi no.
Chi vive Bene e chi vive Male.
Una Persona può essere profondamente diversa da Me e darmi degli Input di Vita a cui non avrei mai pensato e che mi sono completamente estranei, se quella Persona vive bene e attraverso le Sue Caratteristiche ha realizzato Se Stessa vuol dire che ha Ragione.
Se però quelle Caratteristiche non le sento Mie, non le prendo in Considerazione perché non fanno Parte del mio Modo di Essere, prendo solo in Considerazione che ci sono Persone con Caratteristiche diverse dalle Mie.
Quando la Persona che mi sta esprimendo Diversità è convinta del Proprio Agire, consapevole di essere fatta in quel Modo e vive in Aderenza a Se Stessa ma è scontenta, vive in Modo problematico, vuol dire che non ha Nulla da insegnare agli Altri, ma dovrebbe imparare Lei dagli Altri per modificare il Suo Modo di Essere.
Non si può dire: Io sono così, sono fatta così, va bene così se poi questo Modo di Essere non porta all’Armonia e alla Tranquillità.
Se questo non avviene significa che l’“Essere Fatta Così” ha Bisogno di essere rivisto.
È necessario forse vivere le Caratteristiche in Modo Positivo.
Nel Momento che incontriamo gli Altri e vogliamo aprirci a Loro, prendere degli Spunti per migliorarci, dobbiamo tener conto che se la Persona che li porge è armoniosa, serena, felice realizzata e allora va bene tenerla in Considerazione.
Se viceversa è una Persona che vuole quasi imporci il Proprio Modo di Vivere ma non ha raggiunto un’Armonia, un Risultato Positivo, non dobbiamo tenerne conto perché ci confonderà solo le Idee.
Tutti i Modi di Vivere sono leciti, ammessi, Ognuno deve vivere a Suo Modo ma quando si vuole porgere il Proprio Modo di vivere agli Altri e addirittura imporlo, si deve prima aver fatto di quel Modo di vivere Qualcosa di Positivo che porta Serenità e Pace.
Se questo non avviene non si ha Nulla da dare agli Altri ma solo da assimilare da Loro per modificare Se Stessi.

 

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