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La scoperta di Carla

Questo incontro è stato intitolato “Esperienze di un percorso interiore” perché, per arrivare a “partorire” questi libri, sono passata attraverso un periodo di grande sofferenza. Non una sofferenza fisica o emotiva, ma uno stato di solitudine.
Una solitudine così profonda, così marcata, così forte che veramente non mi faceva apprezzare la Vita.
Ero sposata, sono sposata tuttora, ho una bellissima famiglia.. non c’era quindi nulla che potesse darmi questo stato di solitudine, ma dentro c’era un vuoto che non riuscivo a colmare, né con il lavoro, né con gli affetti, con nulla.
Avendo avuto un’educazione cattolica, essendo stata educata dalle suore, ho sempre avuto presente Dio, un’altra dimensione oltre quella terrena, ma questo non era la base della mia Vita: vivevo sapendo che Dio c’era, ma non approfondivo troppo.
È successo poi un fatto particolare. Quando avevo circa 42 anni, ho iniziato ad avere disturbi fisici “strani”: avevo la testa sempre confusa, non riuscivo ad essere lucida, a fare le cose in modo logico, insomma vivevo nella confusione mentale.
Mi sono curata pensando che fosse un problema di circolazione, ma sono rimasta confusa tale e quale.
Incontro poi una persona che dice di comunicare con l’aldilà. Non mettevo in discussione questo fatto, ma non mi interessava neppure in modo particolare, fino al giorno in cui incontrando questa persona mi sono resa conto di essere più confusa del solito: facevo veramente fatica a concentrarmi, ad agire.
Chiedo allora a lei: “Se è vero che comunichi con l’aldilà, chiedi che cosa mi sta accadendo”.
Lei scrive: “Carla non ha nulla, se vuole saperne di più scriva lei”.
Chiedo: “ Scrivo che cosa?”
“Prendi la penna, appoggiala su questo foglio e inizia a scrivere”.
Prendo la penna, l’appoggio e sento che la mano si muove senza la mia volontà cosciente.
Inizio a tracciare delle righe e mi osservo, sapendo di non avere l’intenzione di tracciare righe, però la mia mano stava proprio facendo questo.
Nel mezzo del foglio scrivo: “Mercurio”. Ho subito pensato al termometro. Poi ho fatto altre righe e ho riscritto Mercurio.
Alla fine del foglio questa persona mi dice: “È arrivato il tuo Spirito guida”.
Rimango interdetta e penso: “Un termometro?”
Lei ribatte: “No, è il Mercurio mitologico”.
Rifletto: “Ancora peggio: non è mai esistito! Che cosa assurda!”
Ma…la mia testa era diventata improvvisamente lucida, lucidissima, non avevo più quella nebbia che mi aveva accompagnato per quasi un anno.
Arrivo a casa e mi dico: ”Vediamo se ho trovato la cura per la mia testa”.
Metto giù la penna e scrivo, tutto di fila, senza mai staccare la penna, un quadernetto intero. Non ho messo i puntini sulle i, i trattini sulle t, niente punti né virgole, ho fatto disegni a spirale e alla fine avevo la testa perfettamente lucida.
Da allora ho iniziato a scrivere cercando di capire come funzionava il meccanismo che si era manifestato in me.
Per due anni ho scritto, non posso dire con divertimento, ma sicuramente con curiosità. Ero convinta di scrivere sempre e solo ciò che già sapevo: cose che probabilmente non ricordavo a livello cosciente, ma che avevo, secondo me, sicuramente sentito o letto.
Accade poi, ad agosto, in una giornata caldissima, che una mia amica mi chiede di scrivere un messaggio per lei.
Eravamo in una casa al mare, sul terrazzo. Metto giù la penna e scrivo: “francesco di assisi, sono io il prescelto da Dio per portare luce sulle tue curiosità extraterrene. Per oggi basta, vedo che comunichiamo bene”.
A questo punto mi fermo, pensando che sia il caldo o chissà cos’altro. Non potevo pensare che fosse veramente francesco di assisi, anche perché il nome francesco era scritto con l’iniziale minuscola.
Il giorno dopo penso: “Vediamo se è stato un colpo di calore o se veramente c’è qualcosa di vero”.
Riscrivo: “francesco di assisi, facciamo una chiacchierata come si fa tra amici che devono percorrere un tratto di strada assieme.
Io di te so tutto e tu nulla di me sai, neppure i miei scritti hai tu mai letto”.
In effetti io sapevo chiaramente chi era francesco di assisi, sapevo di Chiara, ma non avevo mai letto nulla di lui, non sapevo neppure che avesse lasciato degli scritti.
Continuo a scrivere e francesco mi parla di Chiara, di sua madre, di suo padre e conclude dicendo: “Adesso basta parlare di me. Prendi un quaderno, io detterò e tu scriverai, non censurarmi, lascia affiorare la parte più elevata che è in te e non ti preoccupare se non capisci, arriverà il momento in cui saremo pari: io detterò e tu capirai”.
Prendo un quaderno e scrivo: “Componimento umano: corpo-anima-spirito energetico”.
Non ho mai studiato filosofia, per cui non avevo minimamente idea di quello che stavo scrivendo.
Ho iniziato a scrivere il primo libro, “Luce”, con una sensazione netta di contraddire il capitolo precedente.
Andavo a leggerlo agli amici che mi dicevano: ”È la filosofia di Platone, è quello, è questo..” e io continuavo a scrivere.
In pratica Luce è stato pubblicato come è stato dettato.
Finalmente arrivata a metà del libro, ho avuto la consapevolezza di ciò che stavo scrivendo. Il manoscritto è finito poi , per vie casuali, ad un professore di Firenze che mi ha scritto: “Lei sta scrivendo una dottrina energetistica. Nell’antica Grecia ne era depositario Ermete Trismegisto, detto Mercurio; è patrimonio dei francescani con il simbolo del Tao; la conoscevano gli antichi Esseni”. Io però non conoscevo tutte queste informazioni.
Il libro Luce avrebbe dovuto essere pubblicato dalle Edizioni Mediterranee, che lo avevano trovato interessante, ma la Voce che mi dettava (il vero autore del Libro) ad un certo punto mi dice che devo accelerare la pubblicazione: 6 mesi sono troppi, deve uscire subito.
Provo a sollecitare le Mediterranee e mi rispondono che è impossibile… i tempi sono già molto ristretti.
Succede allora che, per vie traverse, per mezzo di conoscenze, il libro viene pubblicato, a spese di un amico, da un editore che però non ha la rete di distribuzione e così avrei dovuto distribuirlo io.
Ho capito subito il perché: nel distribuirlo lo capivo meglio. Rispondendo alle domande che gli altri mi facevano, io capivo ciò che avevo scritto.
Ancora vie casuali hanno portato alla pubblicazione del libro in Russia nel 1991, in un periodo in cui chi voleva pubblicare doveva pagare.
Io non ho preso diritti d’autore, ma non ho pagato la pubblicazione.
Hanno stampato 200.000 copie di prova.
Il testo ha suscitato un tale interesse, in quella che allora era l’URSS, che sono state raccolte 5.000.000 di prenotazioni.
Sennonché, dopo il golpe avvenuto proprio nell’agosto del ’91 mentre si stampava Luce, l’Unione Sovietica si è sciolta e non c’era più un responsabile centrale per la cultura, ragion per cui le copie richieste non sono state più stampate. Sono però rimaste le 200.000.
Il perché della pubblicazione in Russia non lo so, ma la cosa per me fondamentale è che mi sono resa conto di aver scritto un libro anche scientifico, che non era solo il frutto di una mia ricerca spirituale.
Il maggior interesse c’è stato fra i fisici russi, i quali mi hanno spiegato che nel libro ritrovavano tutti i principi della fisica quantistica.
Mi hanno altresì spiegato come avevo fatto a prendere quelle informazioni: niente di paranormale. È un qualcosa che ancora non è stato completamente spiegato, ma è del tutto naturale: l’essere umano è un campo magnetico, siamo costituiti da atomi, quindi energia.
Attraverso i fotoni c’è la possibilità di accedere a dimensioni altre, dove sono presenti queste informazioni.
“Carla, la lunghezza d’onda dei tuoi fotoni ti permette in modo semplice di avere queste informazioni”.
Per loro questo meccanismo era assolutamente naturale, non paranormale o strano, o magico. Queste informazioni esistono e c’è chi ha la capacità di accedervi.
Mi sono resa conto che in questo meccanismo non c’è la mia volontà, perché io avrei approfondito certi argomenti, non avrei troncato alcuni capitoli, sarei andata avanti nelle spiegazioni, mentre invece sentivo una censura.
Ho quindi scritto solo e semplicemente ciò che mi veniva dettato.
La cosa bella di questa situazione è che sono ormai 20 anni e più che distribuisco questi libri e vedo i risultati che portano. Leggere questi libri, capirne il senso profondo, lavorare su di sé cambia la prospettiva della Vita, le dà veramente un senso, ci fa sentire al di là di ogni religione, al di là dei dogmi, delle imposizioni cui siamo sottoposti, ci mette a contatto con noi stessi.
Allora Dio non è più Dio seduto sul trono, un Dio impositivo che ci ordina, ci giudica, ma è un Dio Energia, un Tutto di cui facciamo parte, è dentro di noi e noi siamo questo Tutto. Questo ci toglie la paura della Vita, dà un senso al dolore, alla malattia, a tutto quello che ci accade. Perché entriamo a far parte di questo Tutto in maniera consapevole.
La cosa bella è che in questi libri vengono spiegate le Forze cosmiche. Noi parliamo di Divina Provvidenza, del Caso, di Coincidenze, ma non ci fermiamo a pensare che cosa sono: è successo “per caso”, ma perché proprio questo caso e non un altro?
In questi libri c’è uno spiegare, capitolo dopo capitolo, come siamo fatti, come sono queste Forze, come interagiscono con noi.
A questo punto la Vita ha veramente un senso.
È per questo che sono contenta quando posso parlarne e posso porgerli, perché capisco che, come hanno aiutato me, togliendomi le paure, la solitudine, quel peso di vivere, così possono fare bene a tanti altri, perché ci aiutano a farci sentire una cellula di un corpo infinito, parte di un Tutto: non si è soli, non si è abbandonati.
Non tutte le risposte possono essere date, perché viviamo in tre dimensioni e ci sono cose che per ora sono inspiegabili, non possiamo pretendere di capirle; però entrando in questa ottica ci sono tante spiegazioni che altrimenti non si avrebbero.
La cosa veramente bella è che non c’è nessuna imposizione, nessuna regola, nessun dogma; c’è questa certezza di essere parte di un Tutto che i libri vogliono darci e un rimandarci sempre e comunque a noi stessi.
È da dentro di noi che tutto nasce.
Entrando allora in questa prospettiva, tutte le cose sono diverse: non c’è la ripicca, né l’ostinazione, l’invidia, la gelosia ecc… C’è solo un modo di vivere che è estremamente più leggero perché si arriva all’essenziale.
Tutti nasciamo e tutti moriamo. Questo è un dato di fatto che non si può negare, ma quando andiamo oltre la vita terrena, che cosa portiamo con noi?
Non quello che abbiamo fatto: assolutamente nessuno porta con sé la casa, il conto in banca o i figli, ma è solo l’intenzione con cui ciò è stato fatto che rimane nostro patrimonio energetico in quanto siamo energia, siamo fatti di atomi e questi non si distruggono, così come non si creano.
È perciò impossibile pensare che tutto ciò che facciamo possa “sparire” semplicemente perché sparisce il nostro corpo.
“Sparisce” il corpo in quanto materia e si tramuta in altri elementi, ma l’Energia rimane e la Consapevolezza con cui noi abbiamo vissuto rimane in essa.
Con questa certezza veramente la Vita ha parametri diversi, perché non è più fine a se stessa, non è più una gara per possedere; non è importante apparire, ma è importante arrivare ad essere armoniosi e a vivere bene ciò che la Vita ci porge.
Credo che lo scopo della Vita sia di essere armoniosi.
Questi libri mi hanno aiutato tantissimo perché mi hanno tolto le paure del domani, della morte che un po’ tutti abbiamo e mi hanno insegnato a vivere ORA, a vivere il momento e soprattutto a viverlo consapevolmente, sapendo che quello che faccio non è importante in quanto tale, ma è importante per quello che suscita dentro di me, in base alle intenzioni con cui sto agendo.
Allora, secondo le mie intenzioni, ho il risultato.
Vorrei veramente riuscire a trasmettervi la certezza che non siamo soli, che non siamo abbandonati a noi stessi, ma che siamo parte di un Tutto che è un Tutto d’Amore.
Se la Vita non fosse Amore, ma fosse contraria a se stessa, se non andasse verso la positività, si sarebbe estinta.
Se ci desse il dolore al solo scopo di farci soffrire, se ci mettesse davanti l’ostacolo al solo scopo di deprimerci, di farci arrabbiare.. non sarebbe Vita, sarebbe la fine.
Invece ci porge il problema perché noi possiamo capire attraverso di esso, permette la malattia perché attraverso di essa noi possiamo riflettere. Tutto ha un perché.
Con queste certezze la Vita acquista un significato diverso: da un lato si diviene più consapevoli e dall’altro si è più leggeri, perché quando abbiamo assolto a ciò che il nostro istinto profondo ci suggerisce di fare e come farlo, tutto il resto non è più importante.
Il giudizio degli altri, e perfino il risultato pratico diviene poco importante, perché noi siamo comunque sereni e convinti di aver fatto quello che, dentro di noi, l’Istinto ci sta chiedendo di fare.
Sovente troviamo difficoltà ad aderire a noi stessi perché c’è contrasto fra il nostro Istinto profondo, che ci conduce a fare certe scelte, e le sollecitazioni o le considerazioni che ci vengono offerte da altri. Se noi ci freniamo o ci impediamo di agire in modo conforme alla nostra interiorità, avvertiamo poi un disagio interiore che ci toglie la serenità.
Dobbiamo convincerci che l’unica risposta che dobbiamo dare agli eventi della Vita è quella che sentiamo profondamente nostra, quella che avvertiamo dentro di noi.
Non dobbiamo pensare: faccio del male agli altri? Come reagiranno gli altri?
IL MALE AGLI ALTRI LO SI COMPIE SOLO QUANDO SI AGISCE CON L’INTENZIONE DI FARE DEL MALE.
A volte è peggio andare incontro ai desideri altrui per assecondarli o per essere accettati, valorizzati, per non arrivare ad uno scontro, poiché dentro di noi rimane comunque un grande vuoto, un senso di frustrazione per non aver aderito a noi stessi.
L’esortazione che mi è sempre stata fatta in questi anni è proprio questa: SII TE STESSA, SII TE STESSA SEMPRE E COMUNQUE.
Agendo in sintonia con noi stessi, se non abbiamo l’intenzione di fare del male NON LO FAREMO.
Ancora un’altra considerazione nei confronti degli altri: io non posso sapere che cosa è bene o male per un’altra persona. Non posso arrogarmi il diritto di fare o non fare questo o quello perché faccio del bene o del male ad un altro. Devo semplicemente fare ciò che sento intimamente giusto, quello che è importante per me, senza l’intenzione di ferire gli altri.
Se l’altro avrà un danno dal mio comportamento, dovrà capire che per lui l’evento è strumento di riflessione e sarà la Vita che gli andrà incontro con delle soluzioni per mitigare quello che io ho provocato senza cattiva intenzione.
In tal caso nel mio agire non avrò espresso giudizio su ciò che è bene o male per l’altro, ma avrò semplicemente aderito a me stessa e questo comportamento farà di me una persona serena e determinata perché in armonia.
Questa è la testimonianza che ho voluto portarvi perché mi sembra importante condividerla, in un momento in cui c’è paura, ansia. Nel momento in cui ci si sente allo sbando, sentire che c’è un altro modo di affrontare la Vita può essere di aiuto.

 

 

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