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Sentirsi perfetti

 

Pensiamo a quanto Tempo della Nostra Vita – e soprattutto a quanta Parte delle Nostre Energie – sprechiamo a rincorrere Modi di Fare, di Essere e di Pensare che non sono attinenti con Noi Stessi ma semplicemente indotti dall’Esterno.
Se facciamo questa Riflessione con Animo sereno, aperto, senza Condizionamenti, ci renderemo anche conto che soltanto in Pochi Momenti della Giornata siamo autenticamente Noi Stessi: il più delle Volte siamo assoggettati a quello che vogliono gli Altri o a quello che, secondo Noi, la Società ci richiede.
Questo è un Modo di Vivere che alla lunga depaupera la Nostra Energia, perché ci crea uno Stato di Insoddisfazione e ci mette in Crisi.
Quando non possiamo essere autenticamente Noi Stessi, Noi ci facciamo un Torto così grande, così profondo, creiamo una Ferita così lacerante alla Nostra Energia che non possiamo poi pretendere di essere sereni ed armonici, ma soprattutto non possiamo pretendere che la Vita ci fornisca Ciò che a noi serve per vivere in Armonia e Serenità.
La Vita non può fornirci i Mezzi per vivere bene perché, non essendo Noi Stessi, non ci siamo immessi nella Scia del “Bene”.
Dobbiamo essere Noi Stessi comunque siamo.
E per essere certi di stare percorrendo la Scia Giusta dobbiamo osservare il Risultato di questo vivere Noi Stessi fino in Fondo.
È già stato ripetuto Molte Volte che, se vivere Noi Stessi dà come Risultato Pace, Armonia, Serenità, vuol dire che nell’esprimerci siamo in Sintonia Perfetta con la Vita e con il Divino, che stiamo veramente onorando la Vita, la Quale può usarci come Suoi Mezzi.
Se però il Risultato non è questo, e ci troviamo quindi a sperimentare Malcontento, Rabbia, Delusione, Indifferenza verso la Vita, allora vuol dire che l’Essere Noi Stessi ha Bisogno di Aggiustamenti.
Il Nostro Essere ha Bisogno di una Messa a Punto.
Partiamo da un semplicissimo Concetto: dentro di Noi c’è Tutto.
Ci sono i Codici Divini e quindi la Perfezione.
Noi di questo Tutto – della Perfezione – stiamo usando Quella Parte che, per Motivi che sfuggono al Nostro Intelletto, in quel Momento è disarmonica.
Pensare ad una “Perfezione disarmonica” sembra contraddittorio, ma la Perfezione è tutto, quindi in Essa si realizza un Bilanciamento perfetto fra Armonia e Disarmonia.
Quando la Disarmonia si fa sentire, noi abbiamo la Necessità di attirarci degli Elementi, dei Fatti, degli Individui che possano indurci ad emettere delle Vibrazioni Idonee a riportarci in Armonia.
ORA ci vuole una Riflessione: per quale Motivo spesso Noi non riusciamo a mutare il Nostro Modo di Essere?
Perché l’Essere Noi Stessi è vissuto così malamente e non porta come Risultato l’Armonia ma solo Disagio e Disarmonia?
La Riflessione si rifà, oltre che alle Nostre Caratteristiche di Personalità, alle Vibrazioni che emettiamo nell’Essere Noi Stessi.
Qui dobbiamo andare assolutamente in Profondità.
Tenete sempre Presente il Punto di Partenza: Noi Siamo Tutto, dentro di Noi c’è Tutto.
Tutti i Codici Divini sono inseriti in Noi.
Perché attiviamo e viviamo quelli che ci portano alla Disarmonia invece che all’Armonia?
Molto semplicemente perché le Pulsioni, ovvero i “Suggerimenti” che partono dall’Energia e ci inducono a vivere e ad agire in un Certo Modo, non corrispondono all’Immagine che abbiamo di Noi Stessi.
Un’Immagine che abbiamo idealizzato e che si scontra continuamente con la Realtà.
ORA ci vuole una Grande Immissione di Umiltà per fare quest’Analisi.
Un’Umiltà profonda, sentita, che invada Tutte le Nostre Cellule.
Come è possibile che io arrivi a travisare l’Istinto Divino Dentro di Me? Come è possibile che io elabori Pensieri e Scelte o commetta Azioni che mi portano alla Disarmonia invece che all’Armonia?
Semplicemente per non disattendere all’Immagine che ho di Me Stesso.
Non cadete nella Trappola tesa da chi non si stima, non si ama e vuole apparire umile, piccolo, misero: non è così.
Sono proprio Questi gli Individui che racchiudono un Concetto di Se Stessi Altissimo.
Sono proprio Loro che pensano non sia necessario lavorare su di Sé perché si sentono già perfetti, appagati, completi.
La Vita però non manifesta in Loro questa Completezza, questa Perfezione: i Risultati non sono all’Altezza di Quello che sperano.
Si crea allora un Cortocircuito fra quello che sentono di Essere intimamente e profondamente (la Perfezione) e quello che invece dimostrano, manifestano, vivono.
È qui Necessaria una Precisazione importantissima.
Dentro di Noi ci sono due Pulsioni: quella della Mente e quella dell’Energia.
Quella dell’Energia è decisamente più forte, costante, radicata, continua e soprattutto coerente.
Difficilmente l’Energia vi fa percepire Cose non corrispondenti al Vostro Vero Essere, e questo perché SA, perché vi conosce profondamente ed ha in Sé la Verità.
Quando l’Individuo sente questa Grandezza, questa Perfezione in Sé, non fa Altro che aderire all’Energia che suscita questa Sensazione, e poiché l’Energia è realmente potente e perfetta in quanto rappresenta la Parte Divina del Tutto, nell’Essere Umano si crea la Consapevolezza della Perfezione.
Tutti Noi siamo perfetti quando ci sentiamo e ci percepiamo come Cellule dell’Universo.
È allora che si manifesta la Perfezione.
C’è poi il Carattere che ha Necessità di sostenere questa Perfezione, dal Momento che la Perfezione non può essere astratta ed a sé stante, poiché l’Energia che “abita” un Corpo Umano interagisce con Esso e naturalmente anche con la Mente. La Perfezione ha Bisogno di essere costantemente sostenuta, per cui l’Essere Umano deve emettere continuamente le Giuste Vibrazioni affinché le Frequenze si mantengano armoniche.
Ecco allora che il Carattere – che fa Capo alla Mente – interagisce con l’Energia.
Qui si creano i Cortocircuiti, perché l’Essere Umano non capisce come mai non possa ottenere Tutto facilmente, perché non possa manifestare semplicemente la Propria Perfezione ma sia costretto a faticare su di Sé, a cercare di modificarsi, ad impegnarsi per dare le Giuste Risposte all’Energia.
Per quale Motivo si deve impegnare a liberarsi dalle Paure se è già perfetto?
Perché la Perfezione si è “calata” nella Materia che è imperfetta ed ha Bisogno di portare la Materia alla Perfezione, quindi il Carattere, il Pensiero, l’Impegno non possono essere disattesi, ma si deve prendere Atto del Proprio Carattere ed impegnarsi per migliorarlo; soltanto allora si torna alla Perfezione in Modo Cosciente.
Sentirsi perfetti, forti, inseriti nella Divinità in Modo Positivo è un Istinto che corrisponde alla Realtà, ma non si tratta di una Realtà Cosciente bensì Inconscia, che ogni tanto si affaccia, si fa sentire.
Questa Consapevolezza ha Necessità di essere mantenuta e concretizzata attraverso le Pulsioni che arrivano dalla Mente e ci spingono a fare Determinate Scelte, ci inducono ad emettere Certe Vibrazioni per far sì che la Parte più terrena, caratteriale, più soggetta alle Intromissioni degli Altri, della Mente, dei Condizionamenti, delle Paure Umane sia FINALMENTE riportata alla Perfezione.
È un Discorso complesso che va analizzato, meditato, approfondito e che in Ultima Analisi può essere fatto solo con un Grandissimo Amore per Se Stessi.
Sono sempre Sfumature, Confini Sottili quelli che separano un Individuo costruttivo da uno distruttivo.
Affermare “Io sono perfetto” può essere costruttivo se mi sento Parte del Divino e quindi so che sto vivendo la Parte Divina, Positiva del Mio Essere.
La stessa Affermazione può invece avere una Connotazione di Superbia, di Distacco dagli Altri, di Superiorità; in questo Caso mi sento a posto, giusto, inattaccabile, non influenzabile dagli Altri neppure quando Essi mi spingono a migliorare Me Stesso.
Ripeto che sono Confini Sottili e che non dobbiamo criminalizzare il Nostro Sentire, ma analizzarlo alla Luce dell’Amore per Noi Stessi.
Quale Aiuto la Vita può fornirci per analizzare Noi Stessi?
Lasciandoci star male.
Non evitandoci il Dolore.
Attraverso il Dolore Noi dobbiamo tirar fuori la Forza per capirlo e superarlo, tornando così all’Armonia e vivendo al Meglio.

In fin dei conti pochi Concetti devono essere estrapolati da Questo Lungo Messaggio.
Il Primo è l’Amore per Noi Stessi, perché senza di Esso qualunque Lavoro su di Noi, qualunque tentativo di Miglioramento non ha Successo.
Il Secondo è l’Umiltà di sentirci Parte di un Tutto, di capire che la Grandezza, la Perfezione che noi sentiamo è Reale per la Parte Divina Positiva che ci anima, che a Sua Volta però vuole essere supportata, aiutata dalla Nostra Parte mentale, concreta, di terrenità che abbiamo scelto di vivere.
Unendo l’Amore per Noi Stessi e l’Umiltà facciamo di Noi un Unico Essere che aderisce al Divino in Modo Perfetto.

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